Lupo e Stati membri : la possibilità di agire per “deroga”

Lupo e Stati membri : la possibilità di agire per “deroga”

Il lupo è ancora una specie carnivora particolarmente protetta che in questi anni, oltre ad aver moltiplicato enormemente la propria presenza anche in Italia, si è reso protagonista di un grandissimo danno economico al settore dell’ allevamento di montagna (ma anche di pianura), attraverso continue predazioni. 

 

Recinzioni e cani da pastori spesso non sono sufficienti

QUESTIONE LUPO: GLI STATI MEMBRI POSSONO APPLICARE LE DEROGHE AI DIVIETI DI ABBATTIMENTO.
Una recente sentenza della Corte di giustizia europea dell’11 luglio 2024 chiarisce che gli stati membri dell’Unione europea possono derogare ai divieti generali di abbattimento dei lupi purché siano soddisfatte alcune condizioni esplicitate dalla sentenza stessa.
Ecco a quali condizioni gli stati membri possono applicare il regime di deroga previsto dall’art. 16 della Direttiva Habitat (92/43/CEE):
1) La popolazione di lupi deve trovarsi in uno stato di conservazione soddisfacente, sia a livello locale che a livello nazionale;
2) La deroga non deve pregiudicare il mantenimento dello stato di conservazione soddisfacente;
3) I danni gravi devono, almeno in gran parte, essere imputabili all’esemplare considerato;
4) Non esista nessun’altra soluzione valida.

Lupo e Stati membri : la possibilità di agire per “deroga”
Al di là delle chiacchiere o dello scarico di responsabilità, per poter applicare il regime di deroga gli stati membri devono:
a) Dimostrare concretamente la volontà di applicare il regime di deroga previsto all’art. 16 della Direttiva 92/43/CEE;
b) Predisporre adeguati piani nazionali di gestione e contenimento del lupo che consistono:

1) Monitoraggio del territorio,
2) Censimento dei lupi presenti sul territorio;
3) Definizione a livello scientifico della portata massima del territorio, soprattutto se fortemente antropizzato;
4) Attuazione dei piani di contenimento che prevedono l’abbattimento di tutti i soggetti in esubero, cominciando da quelli più problematici.

Se gli stati membri vogliono fare delle scelte, questo è il momento di farle, prima che il nostro territorio venga abbandonato dai nostri agricoltori, dai nostri allevatori, dai nostri malghesi, ma anche dai turisti e da chi oramai ha paura di inoltrarsi in un bosco anche semplicemente per cercare qualche fungo.
Se gli stati membri non applicano il regime di deroga previsto dall’art. 16 della Direttiva 92/43/CEE è perché non vogliono farlo, non certo perché non lo possono fare.

on. Sergio Berlato
Deputato italiano al Parlamento europeo
Presidente nazionale dell’Associazione per la Cultura Rurale

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