Wilderness (AIW): SUL LUPO IN PROVINCIA DI SAVONA

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Desta non poca meraviglia l’acquiescenza della stampa su di un fenomeno dato per certo più per desiderio che per fatti reali, su cui nessuno indaga: “Un lupo qualsiasi pur che ci sia il lupo”. Fino a pochi anni or sono in tutta la Provincia di Savona ed in gran parte di quella di Genova di segnalazioni di lupi non ve ne erano o erano talmente rare che chiunque lo sostenesse non veniva creduto, mentre erano frequenti in tutto il limitrofo cuneese. Ora quell’espansione da ovest ha colmato quel vuoto e tutti si ostinano a credere che si sia colmato con l’arrivo di lupi da est, mentre l’arrivo fondamentale c’è stato, ma soprattutto da ovest (come documenti degli ultimi vent’anni stanno a dimostrare e come chi scrive aveva previsto in tempi non sospetti). Il Lupo “qualsiasi pur che sia lupo”, doveva e DEVE essere appenninico, meglio ancora: ridicolmente “abruzzese” e, per principio “al di là di ogni ragionevole dubbio”, anche se di dubbi ce ne sono a iosa. Tutti che indagano sulla sua biologia (quando ormai da decenni del lupo si sa tutto sotto l’aspetto biologico!). Nessuno che abbia mai indagato sul come questi lupi siano aumentati così tanto e in poco tempo: una vera e propria esplosione, quell’esplosione che c’è stata in gran parte della Francia e nel Piemonte, specie cuneese (per non dire poi della Svizzera e finanche in Germania) ma non nel centro e sud Italia, regione dell’ipotetico “serbatoio”, dove la presenza del lupo è sì aumentata, ma mai tanto quanto nella zona alpina e ligure occidentale. Quasi  un miracolo! E c’è gente pagata non per studiare il “miracolo”, ma per studiare la biologia e la distribuzione (numero dei branchi), quando tra pochi anni avremo lupi finanche in Riviera, in tutte le Langhe e nelle colline fino al pavese ed all’alta pianura padana: lupi che, per la ragione suddetta, oltreché più grandi sono probabilmente anche più prolifici della sottospecie italica.

Un lupo “qualsiasi”, come anche tutte le foto pubblicate da anni su quotidiani e riviste stanno a dimostrare, mentre il fallace DNA (al massimo si riesce a distingue il lupo dal cane!) diventa lo schermo dietro al quale nascondere un fatto inusitato. Ah, se ci fossero gli americani! Ma purtroppo siamo in Italia e siamo italiani… Difatti, le stese foto che ci propinano sui giornali sono quasi sempre di lupi non italiani (lo stesso WWF ha mistificato, ingannando i suoi iscritti, pubblicando tali foto, ben sapendo quanto siano diversi i lupi appenninici!), ma per qualcuno va bene così: basta crederci! Mentire sapendo di mentire. Per la  “causa” anche questo.

 

Non è l’ambiente che ha fatto crescere i lupi come ridicolmente sostiene qualcuno. Sono più semplicemente e logicamente i lupi che crescono perché si accoppiano e producono cucciolate! I danni? Sempre negati; certo, perché da noi non abbiamo la pastorizia ai livelli che esiste in Appennino o in Francia. Ma di danni ne fanno e ne faranno ancora anche da noi. Aspetta tu che si diano da fare a ridurre caprioli e cinghiali! Il lupo non è fesso, e sa bene quale sia l’anello debole della catena alimentare da colpire: sempre meglio e più facile predare pecore, capre, cani, ecc.: intanto la colpa la si darà sempre agli ipotetici “cani inselvatichiti” e così nessuno paga (salvo chi subisce i danni)!

 

Sebbene il vero problema sia: ma quale lupo ci ritroviamo in Liguria?

 

Murialdo, 14 Maggio 2015                                                     Franco Zunino   download (3)

                                                  Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness

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