Valichi bresciani – emendamento del cons. Massardi

Valichi bresciani – emendamento del cons. Massardi per limitare i danni, ma sarà dura !

Valichi bresciani – illegittimi, secondo il consigliere, quelli di Capovalle e Sella di Mandro (Lodrino) –

Valichi bresciani – In Regione Lombardia passa in Commissione  Emendamento valichi montani– illegittimi, secondo il consigliere, quelli di Capovalle e Sella di Mandro (Lodrino) – Un percorso però tutto in salita e con scarse possibilità di successo ….soprattutto  qual’ora  l’aula fosse chiamata ad esprimersi con voto segreto.

Ce la stà mettendo tutta Floriano Massardi, consigliere lombardo in quota Lega e anche cacciatore, per tutelare i capannisti di quelle zone e limitare i danni cercando di salvare il salvabile.

Una vicenda nota, che si trascina da anni e che ora è però giunta al suo epilogo. I valichi bresciani incriminati, nei quali non si potrà più praticare la caccia alla migratiria nell’arco di 1000 metri sono Sella di Mandro, Valico di Capovalle, Passo del Tonale, Passo di Crocedomini, Monte della Piana e Malga Mola. Questo significa che una volta conclusa la vicenda, quindi a breve, sarebbero molti, troppi, i capanni destinati a scomparire.

In tutta la vicenda il consigliere Massardi avrebbe individuato una falla e cioè che i valichi bresciani di Capovalle e Sella di Mandro ricando nella cosidetta Zona ALPI  B, ovvero quella di minor tutela, quindi in contrasto con l’art. 43 3° comma della Legge 26/1993 – da qui l’emendameno che potrebbe ( e usiamo fortemente il condizionale) far recuperare almeno du valichi.

Floriano Massardi – vica capogruppo Lega regione Lombardia

Gli stessi comuni di Capovalle e Lodrino, così come quasi tutte le associazioni venatorie (Anuu, Libera, Enalcaccia, ACL, CPA), fatta eccezione per la Federcaccia, sarebbero pronti a ricorrere al TAR nel caso di una bocciatura in aula.

Florano Massardi – “Si tratta di un primo passo – ci ha spiegato il consigliere Massardi – per cercare di sottrarre questi due valichi che non rientrano nella Zona Alpi A, quella di maggior tutela. Con questo non voglio illudere nessuno e non voglio cantare vittoria poichè so bene che al passaggio in aula questo emendamento incontrerà tanti ostacoli. Il mio è un tentativo, seppur suffragato da valide argomentazioni documentate (leggi emendamento e relazione n.d.r.) , per salvare alcuni capanni, la loro storia e le nostre tradizioni. Ho sempre difeso la caccia e i cacciatori e continuerò a farlo”

 

Emendamento valichi montani  Questa la realzione presentata in Commissione

Relazione
Con la delibera di Giunta Regionale XI/3246 del 16/06/2020 vengono individuati due valichi in palese difformità rispetto a quanto disposto dalla legge regionale n. 26/1993 e dalla legge
nazionale 157/1992.
In primo luogo l’articolo 43 comma 3 della legge regionale 26/93 dispone quanto segue: “La caccia è vietata sui valichi montani interessati dalle rotte di migrazione dell’avifauna per una distanza di mille metri dagli stessi; i valichi sono individuati dal Consiglio regionale su proposta della Regione o della provincia di Sondrio per il relativo territorio, sentito l’INFS, e esclusivamente nel comparto di maggior tutela della zona faunistica delle Alpi e devono essere indicati nei piani di cui agli artt. 12 e 14 e nei calendari venatori.” . Con la delibera di Giunta in argomento vengono invece individuati n. 2 valichi montani (Sella di Mandro e Valico di Capovalle) in comparto di minor tutela (zona Alpi “B”) quindi in palese contrasto con l’art. 43 3° comma della Legge 26/1993.

Nel caso poi di specie l’attuazione di tutti questi valici comporterebbe il mancato rispetto della percentuale prevista dalla legge nazionale 157/92 all’art. 10 comma 3 introducendo una riduzione del territorio cacciabile in modo abnorme e ben oltre i parametri previsti dalla norma, dove fissa “il territorio agro-silvo-pastorale di ogni regione è destinato per una quota dal 20 al 30 per cento a protezione della fauna selvatica, fatta eccezione per il territorio della zona alpi di ciascuna regione, che costituisce zona faunistica a sé stante ed è destinato a protezione nella percentuale dal 10 al 20 per cento. In dette percentuali sono compresi i territori ove sia comunque vietata l’attività venatoria anche per effetto di altre leggi o disposizioni.”

Altre considerazioni:
1) c’è anche da tener conto che l’INFS (ora ISPRA), invece di limitarsi a individuare le “grandi” rotte di migrazione dell’avifauna, ha pensato bene di ampliare il portato della norma, col
risultato sopra riportato; oltretutto considerando la limitazione del carniere di avifauna a 30 capi giornalieri, di fatto la portata del divieto, dal momento che, valichi si o no, il carniere rimane invariato, si invalidano tutte le ipotesi delle “stragi paventate” che avevano semmai un senso quando non esisteva, per l’appunto, il limite di carniere;
2) questi capanni, presenti sui valichi, sono diventati dei veri e propri caposaldi per la tutela dell’ambiente e rappresentano un presidio fondamentale del territorio, caratterizzando le nostre montagne oltre ad essere elementi distintivi della cultura rurale Bresciana (vedi anche delibere di Giunta dei Comuni di Capovalle e Lodrino trasmesse agli atti dell’VIII Commisione).

a firma Floriano Massardi

 

C&D – bdm

 

 

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2 Commenti

  • Roberto Mariani

    Comunque vada questa votazione bisogna riconoscere al consigliere Massardi di essere l’unico che in questo ultimo ventennio ha cercato di mantenere le promesse fatte in campagna elettorale e non solo in ambito venatorio.

  • Ferdinando Ratti presidente interprovinciale Italcaccia Como - Lecco

    Vedremo L’ennesima Legnata sui denti per il consigliere Massardi???
    Le altre 11 province(ora UTR)che dal 1993 IN POI hanno sempre inserito nel calendario il divieto di caccia per i valichi montani(erano per caso più stupidi ?????)

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