Umbria verso il nuovo calendario –

Umbria verso il nuovo calendario   – preadozione  – 3 mezze giornate per la preapertura e cinghiali dal 1 novembre

 Umbria – dopo che causa Coronavirus era saltato il piano di contenimento al cinghiale  si va ora verso la definizione del nuovo calendario venatorio, dopo aver sentito le proposte delle maggiori associazioni.

Umbria – quasi fatta per il nuovo calendario venatorio

Umbria – La nuova stagione di caccia si dovrebbe presentare con  3 mezze giornate di preapertura, il 2 – 6 e 13 settembre, mentre la stagione ufficiale, Coronavirus permettendo, partirà come di consueto la terza domenica di settembre e cioè il 20.
 Queste le principali  novità del Nuovo Calendario venatorio stagione 2020/21 che la Giunta regionale dell’Umbria si accinge a varare  nella seduta prevista per la  metà della prossima settimana, giovedì per l’esattezza.

Tra le altre novità messe in cantiere la possibilità della caccia alla specie colombaccio dalla terza domenica di settembre, con chiusura il 31 gennaio.

Nella mattinata del 13 settembre si potrà anche andare a caccia di quaglie. I cacciatori che effettuano questo tipo di caccia dovranno però distinguersi indossando un giubbetto ad alta visibilità, ormai obbligatorio in molte regioni e AFV.  Proposta, questa, che non piace a diversi rappresentanti dei cacciatori.

Le associazioni venatorie, che avevano presentato un documento comune, hanno comunque richiesto alcune modifiche.

Cinghiali dal 1 settembre al 31 gennaio

Umbria – la caccia al cinghiale dal 1 novembre al 31 gennaio 2021

Quello del prelievo del cinghiale è un problema serio, tanto che se n’è discusso da tempo anche dal nuovo assessore regionale alla caccia Morroni, che conosce bene la questione relativa ai danni provocati da questo selvatico all’agricoltura. Un vertice a tal proposito si era tenuto anche in Prefettura. Le braccate, per potersi allineare a quanto avviene nelle regioni limitrofe, partiranno dal 1 novembre fino al 31 gennaio, ma vista l’emergenza e il proliferare di questo animale, capace di riprodursi del 150% all’anno, dovrebbero essere autorizzate  giornate di caccia anche in ottobre

Distanziamento Coronavirus per le squadre 

In tema di coronavirus la caccia al cinghiale è proprio quel tipo di battuta dove vi è assembramento soprattutto nelle fasi del raduno, ma sono al vaglio alcune proposte giunte dalle squadre che operano sul territorio e una di queste è quella di raggiungere il territorio di caccia ciascuno con il proprio mezzo di trasporto.  I postaioli sarebbero poi al riparo  poiché per ovvie ragioni sono sempre stati ben distanziati fra loro. Pochi accorgimenti da rispettare, se dovesse perseguire il perdurare della pandemia.

 

BDM

 

 

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