Trentino popolato da orsi e lupi : a rischio le attività ecomomiche

Trentino popolato da orsi e lupi – fare contenimento  diventa indispensabile.

Trentino : la massiccia presenza di questi grandi predatori mette in gioncchio l’economia del posto basata sulla pastorizia, tanto che molti allevatori stanno seriamente pensando di chiudere o di trasferire altrove i loro greggi.

Trentino : Gli animalisti tifano per “Papillon” che fugge, che si libera del collare

Gli animalisti tifano per “Papillon” che fugge, che si libera del collare vagando liberante in territorio terrorizzando persone e uccidento decine e decine di animali da reddito pazientente allevati e curati. Gli stessi animalisti che se ne infischiano se delle persone vengono aggredite e ferite, per loro, sppiamo bene, la vita di un lupo o di un orso vale più di quella di un uomo,

A vederli in Tv e in fotografia ispirano gioia e tenezza, sopratutto quando sono cuccioli,  ma immaginate d’incotrare un orso che vi si para d’innanzi con tutta la sua mole, alto quasi due metri per circa 150 chili … . Oppure pensate di trovarvi nel boschi braccati da cinque o sei lupi affamati che agiscono con metodo e strategia … . Non credo che la mente torni al peluche con il quale giocavate da bambini.

A nessuno piace uccidere un orso o abbattere un lupo così tanto per farlo, ma a volte occorre essere essenziali, consapevoli del pericolo e capire non vi è altra soluzione e che occorre poterlo fare. Gli ultimi espisodi, quelli più recenti che parlano di aggressioni violente all’uomo prima che alle greggi, non sono un campanello d’allarme ma una vera e propria minaccia all’icolumità di quanti si aggirano tra i boschi e nei sentieri delle nostre montagne. Animali che giustamente meritano rispetto e che fanno ciò che è nella loro indole di predatori, ma a tutto c’è un limite. L’orso che ha aggredito un carabiniere non era uno di quei peluche tanto carini con i quali giocano i nostri bimbi, ma un plantigrado di 3 anni che quando ti si para davanti ti artiglia e non ti da scampo. Solo per un autentico miracolo fino ad oggi non c’è ancora scappato il morto e non vogliamo che una gita in montagna si possa trasformare in tragedia.

Solo in Trentino sono stati segnali e censiti circa  82 orsi, ma in circolazione  e fuori controllo ci sono anche  13 branchi di lupi o ibridi, con intrusioni nelle aziende e uccisioni di animali da allevamento e i pastori di quelle zone ne sanno qualcosa . Questi sono dati forniti  da Coldiretti  sulla base dell’ultimo rapporto grandi carnivori della Provincia di Trento.

Sul territorio trentino il proliferare dei grandi predatori rappresenta un grave rischio non solo per l’incolumità delle persone ma anche per le attività economiche, dall’agricoltura al turismo, alle prese con una difficile ripartenza dopo l’emergenza coronavirus.

Recinzioni e cani da pastori spesso non sono sufficienti

Trentino – Non si è mai fatta, per vari motivi e sopratutto ideologici, una gestione seria del problema di convivenza con questi aninali.  Negli ultimi anni si è corso ai ripari con un continuo vigilare su greggi e mandrie, al fine di proteggerle dagli attacchi poiché recinzioni e cani da pastori spesso non sono sufficienti per scongiurare il pericolo. Agli animali uccisi si aggiungono – precisa la Coldiretti – peraltro i danni indotti dallo spavento e dallo stato di stress provocato dagli assalti, con ridotta produzione di latte e aborti nei capi sopravvissuti.

Sono necessarie misure di contenimento – evidenzia Coldiretti – per non lasciar morire i pascoli e costringere alla fuga migliaia di famiglie che da generazioni popolano le montagne ma anche i tanti giovani che faticosamente sono tornati per tutelare la biodiversità con il recupero delle storiche razze italiane. Serve dunque responsabilità nella difesa degli allevamenti, dei pastori e allevatori che – conclude Coldiretti – con coraggio continuano a presidiare i territori e a garantire la bellezza del paesaggio, contro degrado, frane e alluvioni che minacciano anche le città.

Occore un intervento serio che dia la possibilità ai cacciatori e agli allevatori di poter fare abbattimenti mirati ma per poterlo fare, senza che nessuno s’indigni, serve un progetto serio e occorre che i nostri ministri Costa e Bellanova si rendano conto del problema prima che ci scappi il morto. Dubito che si arriverà a questo … .

bdm

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1 Commento

  • Ferdinando Ratti presidente interprovinciale Italcaccia Como - Lecco

    Nella Confederazione Elvetica(Canton Ticino)
    UL LOFF problematico con il permesso scritto del presidente dei cacciatori ticinesi;pam problema risolto !
    Idem in Francia,solo in Italia abbiamo un superministro (che magari non conosce neanche la densità portante di una specie per un determinato territorio);e che si fà fotografare sorridente con la maglietta con la scritta: “IO STO’ CON PAPILLON”!!!!!
    Per forza lui prende 12/15 mila euro al mese di stipendio,(nella forestale di stipendio ne avrebbe preso un terzo)cosa volete che gle ne freghi di quelle persone che il loro sostentamento e quello dei suoi famigliari, è legato alla pastorizia,o al’allevamento del bestiame!!!!!

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