Tavolo Caccia: Comi e Briano per un chiarimento con le associazioni.

Il Tavolo Caccia ieri a Brescia.

Lara Comi e Renata Briano in rappresentanza di tutto il gruppo che lo compone

 

Il “Tavolo Caccia” ha fatto tappa a Brescia, ospite della FIDC bresciana che per l’occasione ha messo a disposizione le proprie strutture. In rappresentanza dell’intero gruppo di europarlamentari che ne fanno parte erano presenti Renata Briano ( PD) e Lara Comi (F.I.), oltre che una folta schiera di rappresentanti nazionali e lombardi di tutte le associazioni.

L’intento di questo tavolo è quello di costruire un dialogo e fare da ponte tra politica e associazioni venatorie. Da un anno è al lavoro per fare chiarezza su quelle che sono le competenze di EuropItalia e Regioni e l’incontro di ieri sera è servito a chiarirne alcuni aspetti. E’ chiaro che il percosro è tutto in salita sopratutto quando ci si scontra con burocrazia e burocrati, politica avversa e interpretazioni varie. E’ difficile pereseguire risultati e portare a casa risultati immediati sopratutto quando si toccano certi argomenti come deroghe e richiami di cattura. Qualche chiarimento sulle competenze in questi mesi è stato fatto come ad esempio quello della segnatura immediata del tesserino che non è stata un imposizione del Commissario Europeo. Ora si attendono altri passi, altri progressi che spingano l’Italia e le Regioni ad nuove aperture cercando di equiparare la caccia in Italia a  quella di altri stati membri. Del resto questo tavolo caccia rappresenta l’ultima spiaggia per la pratica venatoria italiana e quindi va sostenuto.

Lara Comi nel suo intervento ha chiarito una volta per tutte che occorre fare squadra e che questo tavolo “bipartisan” ne è l’esempio, il contrario di quanto invece fanno le associazioni venatorie che restano disunite su molti punti. “ Se siamo riusciti noi come Tavolo Caccia a fare squadra ci devono riuscire anche i cacciatori e le loro associazioni di appartenenza”  – ha ribadito l’europarlamentare di Forza Italia

L’On Comi ha voluto puntualizzare anche altri due aspetti e il primo è stato quello relativo alla Direttiva Armi votata ad Aprile in Plenaria a Strasburgo. “ Una Direttiva Armi che tutela i cacciatori e che come limitazione potrebbe avere quella della riduzione da 6 a 5 anni del porto d’armi. Tutto dipende dall’interpretazione del Governo italiano. Unico cambiamento per i tiratori è quello- ha sottolineato la Comi- di doversi tesserare presso un associazione o un gruppo sportivo riconosciuto” – Sulla Direttiva la Comi ha messo in evidenza che è mancato il dialogo con le associazioni e che comunque è stato dato il consenso anche dai produttori di armi benché per loro ci fosse il vincolo della punzonatura di alcune parti meccaniche con un aggravio dei costi” .

La Comi ha voluto poi precisare pubblicamene anche la sua posizione nei confronti del neo movimento animalista della Brambilla, nato con la “benedizione” di Silvio Berlusconi. Che ha nel suo statuto l’abolizione della caccia.  “La stessa Brambilla – ha ribadito Lara Comi-  ha detto che il suo è un movimento autonomo slegato da Forza Italia e se io sono qui a parlare di caccia ne è una prova”.

Francamente riteniamo che la tesi sia un po’ debole avendo visto come il leader carismatico di Forza Italia abbia in questi mesi appoggiato in maniera incondizionata il Movimento dell’ex ministro al Turismo. Forse sarebbe stato meglio un pubblico “mi dissocio”.

 

 

Renata Briano ha invece esordito dicendo .”Voi non avete molti amici nel mondo politico e potete contare solo su di un piccolo gruppo che si sta battendo per voi.  In Europa quanto in Italia sono molti i detrattori della pratica venatoria e proprio questo Tavolo sta cercando di andare oltre quelle che sono le nostre competenze politiche” .  Ha poi aggiunto che l’Europa non è contro la caccia ma è a favore di una caccia sostenibile.

Anche la Briano ha puntato il dito sull’unione associativa:  “ Il dialogo è alla base del confronto e lo stiamo facendo con la Face in Europa, con le associazioni venatorie, con il Ministro Galletti e con le regioni. Ora occorre lavorare insieme sulle caccie tradizionali ma anche sulla biodiversità”.  L’europarlamentare ligure,  che arriva da una lunga esperienza in materia, ha poi spiegato che ha Bruxelles è terminata l’analisi sulle Direttive e che la caccia non costituisce una priorità. C’è comunque modo e spazio per agire in maniera coordinata.

E’ stato anche precisato dalle due europarlamentari che sulla caccia non vi è nessuna minaccia da parte europea di procedure d’infrazione ma che è una partita da giocare in Italia facendo pressione sul Ministro affinchè dia risposte chiare sul ruolo di ISPRA.  Una “stoccata” ai tanti parlamentari che a parole si definiscono sostenitori del mondo venatorio affinchè intervengano, finchè ci sarà tempo (prima delle elezioni che potrebbero andare  a scadenza naturale, con interpellanze e richieste mirate nei confronti del Ministro all’ Ambiente.

 

 

L’incontro si è poi concluso con alcuni interventi  che hanno messo in evidenza come le caccie tradizionali, e i roccoli, soprattutto in Lombardia siano un patrimonio culturale storico e paesaggistico da salvaguardare.

Sia Briano che Comi hanno anche detto che è stato sbagliato l’approccio del tavolo interprovinciale sulla caccia ( per altro già naufragato  come detto nel corso della serata  ndr) messo in atto da alcuni consiglieri regionali bresciani e bergamaschi. Un tavolo che poteva avere una sua valenza- è stato detto – se fosse stato aperto a tutti i rappresentati politici della Lombardia  e che avrebbe certamente favorito un maggiore dialogo e una più forte pressione sull’assessore Fava.

Dopo i vari interventi dei dirigenti venatori la serata si è conclusa con la notizia positiva- praticamente in diretta : quella un incontro a breve  con l’ assessore regionale lombardo Gianni Fava ma anche con il Presidente Maroni per una verifica sulla posibilità di  deliberare (modi e  termini)  il prelievo in deroga  in regione Lombardia-.

Nessuna illusione per il momento, ma la dove non sono riuscite le associazioni venatorie magari il “Tavolo Caccia” potrebbe smuovere le acque.

 

 

Caccia & Dintorni

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4 Commenti

  • Renata Briano

    Posso sapere chi ha riportato le mie dichiarazioni che non corrispondono alla realtà e sono avulse da un ragionamento complessivo totalmente assente? Credo che così si danneggi solo la caccia… grazie per la risposta

    • Giuseppe De Maria

      Buongiorno On Briano, ho scritto io questo articolo, in quanto presente all’incontro, prendendo appunti ed estrapolando le dichiarazioni dalla registrazione televisiva. Non mi pare di aver scritto cose diverse, ne tantomeno offesnsive da quelle che sono state dette . Comunque se mi vuole contattare le lascio la mia mail per uno scambio di n. di cell- Anzi sarei ben felice di avere chiarimenti in merito da parte sua. Non era ovviamente nostro desiderio danneggiare la caccia e i cacciatori visto che lo siamo anche noi e che seguimamo con interesse i lavori di questo tavolo sin dal suo esordio. Anzi, se lo vuole , possiamo registrare nei prossimi giorni una intervista telefonica e mandarla in onda. Cordiali saluti info@cacciaedintorni.it G. DE MARIA

  • MARCO

    L’impressione che ne traggo ascoltando il servizio televisivo è che, a parte le dichiarazioni di buona volontà, siamo lontani anni luce da proposte concrete per risoluzione dei problemi legati alla caccia, siano essi europei (più o meno reali) o nazionali / regionali (vero tema insormontabile pare).
    Comunque si giri la frittata il punto cruciale rimane la mancanza di unità delle associazioni venatorie, in assenza della quale tutti si sentono in diritto di andare per la propria strada ignorando gli altri.
    In questo quadro, come giustamente evidenziato, la burocrazia (sia essa ISPRA o Regione Lombardia) non rispondendo di fatto alla politica, decide per proprio conto nel bene (raramente) o nel male (quasi sempre).
    Il Tavolo Caccia, al di là della disponibilità degli euro deputati che ci stanno comunque mettendo la faccia, non credo sia lo strumento da cui usciranno risposte concrete.

  • MARCO

    Aggiungo altre riflessioni in merito.
    – 8 eurodeputati su 73 rappresentanti italiani hanno avuto il coraggio di schierarsi apertamente a favore della caccia, e già questo la dice lunga su quale appoggio politico possiamo contare.
    – hanno ottenuto, con i tempi tecnici della burocrazia europea, alcuni chiarimenti che hanno smascherato le reali responsabiltà di alcune decisioni prese (o non prese) in Italia (e non in Europa)
    – hanno ulteriormente chiarito che non c’è alcuna infrazione a carico dell’Italia in materia di caccia
    – Le onorevoli Comi e Briano si stanno facendo carico di coinvolgere il Ministero dell’Ambiente nel tentativo di dirimere le questioni legate a deroghe, richiami vivi ecc.

    Peccato che a fronte di questa disponibilità non ci sia una strategia ed una regia comune condivisa e supportata da tutte le associazioni venatorie, o meglio da un unico consorzio di associazioni, che possa rappresentare un interlocutore di peso in materia di caccia.

    Peccato, perchè ogni associazione ha alcune eccellenze, competenze e progative da mettere a fattor comune per costruire una piattaforma organica!

    Finchè le associazioni si muoveranno come l’armata Brancaleone continueremo ad andare verso un’unica direzione, la fine della caccia e delle tradizioni secolari.

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