Storno: la UE valuta la possibilità d’inserirlo nei piani di prelievo italiani

Storno in deroga : si apre la possibilità di cacciarlo anche in Italia e non in forma agricola

storno

Ad inzio mese  un gruppo di lavoro della FACE Europa( David Scallan, Roderick Enzerink, Matthieu Boos e Michele Sorrenti)  ha potuto incontrare la Commissione Ambiente dell’Unione Europea, affrontando il tema della caccia agli uccelli migratori in Europa e in Italia. Come riportato dal sito di Federcaccia, l’incontro era finalizzato a illustrare proposte e idee che possano inserirsi nell’ambito della cosiddetta “flessibilità” come era stato anticipato nello scorso  Piano d’azione per l’implementazione delle direttive uccelli e habitat

Caccia in deroga alla storno

In Europa si sono resi conto della situazione italiana e sopratutto di aver penalizzato la caccia allo storno nel nostro paese. Sono stati molti gli argomenti affrontati , tra  cui anche il prelievo della tortora e il relativo Piano d’Azione che vedrà presto la luce, la revisione dei Key Concepts, la possibilità di attivare dei Piani d’Azione per alcuni anatidi (tra i quali il moriglione), il principio di precauzione e la caccia in Francia alle oche in febbraio.

Fra tutti, però, quello che più interessa i cacciatori italiani è stata il parere  di poter cacciare  lo storno in deroga (in piccole quantità) ma non come accadeva nelle passate stagione nella cosidetta forma -agricola,  per evitare attraverso la prevenzione i danni all’agricoltura (…ma anche all’ambiente), secondo quanto indicato nell’articolo 9 della Direttiva Uccelli. In merito, la Commissione non ha chiuso le porte, riconoscendo sia la correttezza dei calcoli proposti sulle piccole quantità prelevabili, sia la situazione particolare che vivono i cacciatori italiani, penalizzati rispetto ai loro colleghi di quasi tutti i Paesi mediterranei e di altre aree in cui la specie è cacciabile.

La Commissione ha convenuto che l’attuazzione in Italia delle deroghe alla specie per danni all’agricoltura è molto più penalizzante, più di quanto applicato in altri Stati membri su altre specie, e che quindi vi è la possibilità di estendere questa forma di deroga anche a grandi areali, se si dimostra che la prevenzione del danno è necessaria su ampie zone. Lasciando, quindi, aperta la possibilità per caccia in deroga di piccole quantità che dovrà, però, rispettare rigidamente le prescrizioni dell’articolo 9, su tempi, luoghi e cacciatori abilitati

Sulla questione, Federcaccia evidenzia: “Insieme alle altre associazioni e attraverso i nostri Uffici Tecnici, contatteremo il Ministero, con cui erano già iniziati colloqui sul tema, per predisporre una proposta in linea con le richieste della Commissione”.

Un piano d’azione per la Tortora

Per quanto riguarda il prelievo della tortora, la Commissione sta valutando con  FACE, di perseguire la strada principale ovvero pianificare le strategie per un  Piano d’azione per la gestione adattativa a questo tipo di  prelievo , valutando la necessità di  un finanziamento da parte di tutti gli Stati membri  alla UE laddove  la caccia alla tortora è onsentita. Su questo tema la FACE ha anche sottolineata che i calcoli oggi presenti sulla bozza di Piano sul prelievo potenziale nella Flyway Atlantica sono stati fatti in modo sin troppo  prudente.

Gruppi di lavoro nazionali sui Key Concepts

In merito ai  Key Concepts sembra esserci la volontà da parte delle Commissione di effettuare una revisione sulla base di dati scientifici riscontrabili. Nel comunicato di Federcaccia si evidenzia quanto segue : “…..Abbiamo ascoltato con soddisfazione che la Commissione scriverà agli Stati Membri per creare dei Gruppi di Lavoro nazionali con tutti i portatori d’interesse, cacciatori inclusi, e che tutti gli studi scientifici dovranno essere tenuti in considerazione. Sul punto la Commissione ha ribadito che i dati estremi non sono ritenuti oggetto di analisi e che tutte le metodiche devono essere considerate per valutare gli spostamenti degli uccelli”.

 

dati forniti da Federcaccia

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