On. Caretta scrive a Salvini: Direttiva Armi penalizza il settore

In tema di sicurezza:

On. Caretta scrive a Salvini: Direttiva Armi penalizza il settore

Un settore composto da 90.000 lavoratori e 2500 aziende

On. Maria Cristina Caretta

Nell’ultimo Consiglio dei ministri del precedente governo e’ stato approvato lo schema di decreto legislativo recante attuazione della direttiva UE 2017/853 che modifica la direttiva 91/477/CEE relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi.

Lo ricorda in una nota  On. Maria Cristina Caretta, deputato di Fratelli d’Italia precisando anche che “la scadenza del termine per l’espressione del parere parlamentare dello schema di tale decreto e’ fissata al prossimo 23 giugno 2018“. L’On. Caretta e’ intervenuta con una lettera urgente inviata direttamente al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, evidenziando che “lo schema di decreto legislativo non e’ stato assegnato alla commissione per l’esame in sede consultiva e che i termini per poter intervenire su tale decreto scadono sabato 23 giugno.

Beretta

Ci ritroveremo quindi un decreto legislativo, approvato dal passato governo, che presenta elementi ulteriormente penalizzanti per il settore, – dichiara On. Caretta – peraltro in gran parte non individuati nel dossier e nelle relazioni tecniche, un decreto che non rispetta la legge delega nella parte in cui impone l’eliminazione di ogni restrizione superiore a quelle minime richieste dalla Direttiva, impone certificazioni mediche periodiche per i detentori di armi e molte altre criticita’”. “Appare quindi opportuno che lo schema di decreto sia esaminato dal Parlamento, e pertanto, permettere alla commissione di merito incaricata di esaminare l’atto, e approfondire le criticita’ riscontrate, senza procedere all’approvazione definitiva del testo in assenza del parere”, puntualizza.

Nella sua lettera, l’On. Maria Cristina Caretta, ha sottolineato come “questo settore sia di grande interesse in Italia posto che coinvolge ben quattro milioni di cittadini di provata onesta’, incensurati ma soprattutto dalla fedina penale perfettamente pulita.
Inoltre, il settore sportivo-venatorio dal punto di vista economico, comprensivo di indotto, produce circa lo 0,7 per cento del PIL nazionale ed occupa piu’ di novantamila lavoratori in oltre duemilacinquecento imprese“.
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