Non c’è pace in Toscana- Libera Caccia: CCT in crisi di identità.

Non trova pace e nemmeno tregua la diatriba fra cacciatori della Toscana. Da una parte la Libera Caccia e dall’altra il CCT. Di seguito l’ultimo comunicato in ordine di tempo che ci è stato inviato dalla Libera Caccia a firma di Sisto Dati. In ballo il controllo degli ATC.

Comunicato:

cct-logo-confederazione-cacciatori-toscaniLa CCT è ormai allo sbando, dopo aver perso il contatto con la base dei cacciatori, che preferiscono organizzarsi da soli, come stanno facendo le squadre del cinghiale a cui va tutto il nostro supporto per la loro battaglia contro la legge obiettivo, adesso se la prende con i giudici.

Ma non era la stessa CCT che inneggiava alla decisione di non concedere la sospensiva sul ricorso di Libera Caccia? Siamo alla schizzofrenia, quando il Tar gli da ragione va bene, quando gli da torto no. Per la prima volta il Tar entra nel merito e scopre le magagne dei compagni ARCI, FIDC e ANUU che si erano appiccicati alle proprie terga le seggioline tanto care per poter gestire  i soldi dei cacciatori, adesso quella colla cominicia a staccarsi a causa del dliluente delle sentenze.

I comitati devono essere ricostituiti subito, le nomine che furono fatte per il mondo venatorio non sono più valide, quindi chiunque indugerà nel rispetto della legge dovrà risponderne davanti alla giustizia ordinaria.

Il principio del pluralismo portato avanti da Libera Caccia con la proposta di un posto per ogni associazione venatoria era valido ed è stato sancito dalle sentenze del Tar toscano.

Ma volgiamo riassumere le scelte del Governo regionale appoggiato sempre dalla CCT? Una legge illegittima che non copre nessun presidente di Atc dalle pesanti responsabilità durante il suo operato rischiando del suo se farà atti nuovi fino a dicembre. Nomine degli Atc illegittime. Ma davvero pensano che i cacciatori non siano ancora capaci di leggere e scrivere? Siano ancora appollaiati sulla pianta? Forse decenni fa questi personaggi potevano fare e disfare tutto, oggi nella società della informazione questo non è più possibile!

I cacciatori si sono svegliati e cominciano ad organizzarsi al di fuori delle associazioni venatorie maggioritarie.

Perdere tessere, perdere potere, perdere poltrone fa girare la testa lo capiamo, ma prendersela addirittura con i giudici è davvero il massimo.

Ma vediamo di fare chiarezza per i cacciatori toscani, Libera Caccia non vuole togliere posto agli altri, quello che noi proponiamo è il seguente concetto: in Atc ci sono tre posti per il mondo venatorio, bene, vanno suddivisi per le tre associazioni numericamente più rappresentate questo è chiedere troppo? La maggioranza resterebbe quasi sicuramente nelle mani della CCT che è composta da ARCI, FIDC e ANUU quindi dove sta lo scandalo? Il problema è uno solo: i dirigenti del CCT non vogliono assolutamente che nessuno possa controllare come vengono impegnati i soldi dei cacciatori! La commissione di controllo regionale stranamente non è stata neanche istituita, eppure fu chiesta a gran voce con tanto di emendamenti dall’Assessore Remaschi quando sedeva in consiglio regionale. Ma si sa, una volta conquistata la poltrona in Giunta tutto si dimentica per ossequiare gli amici della CCT. Persino la proposta di rendere pubbliche le sedute dei comitati degli ATC, proprio come quelle dei Comuni, per poter ascoltare cosa si decide con i soldi dei cacciatori, purtroppo, non è stata attuata da nessun ATC.

Sisto Dati- vice presidente nazionale Libera Caccia

Sisto Dati- vice presidente nazionale Libera Caccia

Questa è la democrazia  che la Libera Caccia vorrebbe, a Voi cacciatori la scelta.

 

 

Vice Presidente Nazionale Libera Caccia Sisto Dati

 

 
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