Lupo: dalla conservazione al suo abbattimento. Ispra: progetto fallito.

lupoIl danno e la beffa: tristemente fallito il costoso progetto di tutela e conservazione del lupo varato da ISPRA. Oggi si da il via al piano di abbattimento.  Dal pericolo di estinzione si è passati ad una popolazione in sovra-numero, resa tale anche a causa dell’ibridamento della razza attraverso l’incrocio con cani randagi. Un fenomeno che va diffondendosi in varie regioni d’Italia, dall’Appenino alle Alpi, e che vede questo animale predare le greggi e altri animali da reddito.   Un progetto, quello di ISPRA, costato moltissimo in termini di finanziamento,  che ha fatto acqua non tenendo conto del fattore “X” ovvero dell’ibridamento della razza e la sua conseguente proliferazione. In questi anni si è provveduto a rimborsare i danni causati al mondo agricolo dell’allevamento da reddito per poi giungere a questa triste conclusione. Oggi il Ministero è giunto alla conclusione che la soluzione sta nell’eradicare il 4/5 % di lupi presenti sul territorio ( scoperta dell’acqua calda) , ovviamente con altro esborso economico. Nel frattempo il contribuente paga ….. mentre Ispra prepara altri progetti salati.

La redazione

Qui di seguito anche la lettera di Franco Zunino (Wilderness) che da anni segue e studia la questione “lupo”.

HANNO VINTO I “LUPOFILI”

Ed è stato sconfitto il LUPO!

 

 

Franco Zunino segretario AIW

Franco Zunino segretario AIW

In Italia non è a rischio “il lupo”, è a rischio l’originaria popolazione centro-meridionale del lupo, una delle poche autoctone rimaste nell’Europa sud-occidentale; che non è a rischio di sterminio da parte di cacciatori e allevatori: è a rischio di inquinamento dall’invasione della popolazione di lupi artatamente creata al nord, tra Francia e Piemonte, dove non per nulla la popolazione è cresciuta a dismisura, senza che nessun tecnico o “scienziato” ne abbia spiegato le ragioni e, tanto meno, abbia indagato sulle reali origini di questi lupi. In Francia se non altro una commissione d’inchiesta l’avevano aperta, ed in pratica hanno dimostrato, prendendosene le colpe (cosa rara per i francesi!), che il problema presumibilmente avevano creato loro: da noi il silenzio totale, anche da parte degli “scienziati” con i loro giochini col DNA.

 

Ora i tanti “esperti” animalisti (perlopiù di cani, gatti e canarini!) parlano di controllo sulla popolazione mediante folli spese per impedire al lupo di aggredire le greggi con poco pratiche e quasi sempre inefficaci barriere fisiche (recinzioni) o teoriche (cani), che di fatto relegano le greggi fuori dai loro pascoli! Oggi, che contro i “muri” sono tutti schierati, si pretendono “muri” per… isolare pastori e allevatori!

 

I danni dei lupi si riducono solo mantenendo basso il numero dei lupi: non esiste altra soluzione, né alternativa, se non cose momentanee che non risolvono mai realmente il problema. Se vi fossero state le avrebbero da tempo adottate tutte le Nazioni del mondo con popolazioni di lupi, le quali lo hanno capito ed hanno stabilito che solo con il loro contingentamento la società può permettersi di preservarli, come fanno in Norvegia, Finlandia, Svezia, Spagna, USA, Canada, Russia e tutti gli altri Paesi dell’Est e (oggi) Francia, e Svizzera. SOLO L’ITALIA SI SENTE PIU’ FURBA DEGLI ALTRI! Intanto, a pagare i milioni di euro dei danni pensa lo Stato che, al solito, saprà solo alzare le tasse per coprire le spese, anziché ridurre le spese! Che si mandino esperti negli USA a vedere come in quel Paese proteggono (realmente!) il lupo!

 

In quanto alla popolazione di lupi del Nord Italia, tra Liguria e Valle d’Aosta (non per caso ai confini con la Francia, paese che ha dato origine a questa popolazione!), essa andrebbe non ridotta del ridicolo 5% ma ERADICATA per palese rischio inquinamento genetico del Canis lupus italicus dell’Appennino. Non c’è quotidiano o servizio televisivo che abbia diffuso foto e riprese di lupi che siano realmente lupi “italiani”: eppure, tutti zitti, nessuno a chiedersi come mai, come mai questi lupi del Nord siano tanto domestici e tanto facilmente filmabili e fotografabili e tanto diversi dal fenotipo appenninico! L’ipocrisia non è solo di chi pretende di far risolvere il problema dai bracconieri, ma anche di quegli scienziati che da anni chiudono tutte e due gli occhi su una realtà che, appunto, gli stessi occhi dovrebbero vedere; accecati dalle analisi del DNA che hanno trasformato il cane ed il lupo in un’unica specie: tutti uguali, nessuna biodiversità. Sembra la classica (e storica!) difesa dei politici di fronte a tante ruberie: tutti colpevoli nessun colpevole!

 

Ha vinto la Brambilla ed i suoi accoliti, sconfiggendo anche la Lega, che ha sempre preteso di difendere i diritti di agricoltori ed allevatori del Nord, ma che di fronte al lupo ha fatto marcia indietro.

 

Il 5% era un’inezia, un principio, neppure questo si è voluto fare. Qualcuno ne pagherà le conseguenze, e non saranno certo né i Presidenti delle Regioni né il Ministro dell’Ambiente: le pagheranno gli allevatori con i danni che dovranno continuare a subire (mai realmente tutti rimborsati, e mai al 100%: pagano sempre pochi cittadini per un bene sociale di TUTTI!) e quanti saranno costretti ad autodifendere i propri interessi con azioni illegali: in pratica lo Stato ha delegato ad essi il problema del sovrappopolamento di lupi! E pagherà la biodiversità, quella vera, originaria: abbiamo i lupi come potremmo avere i leoni!

 

Un lupo qualsiasi pur di avere il lupo: biodiversità spuria! alla faccia della biodiversità autoctona da conservare per l’altisonante, solito, inutile programma europeo! Ci staranno tutti: non l’AIW! La storia ed i futuri studiosi del DNA e della genetica faranno chiarezza: a meno di non accettare che il virtuale vale più del reale (ormai una consuetudine!) e che uomo e scimpanzé siano specie unica.

 

Murialdo, 3 Febbraio 2017                                                                            Franco Zunino

                                                                   Segretario Generale Associazione Italiana Wilderness

Condividi l'articolo sui social!
error

Lascia un commento

required

required

optional


Roccolo Gervasoni – l’arte dell’uccellatore

Roccolo Gervasoni – un monumento alla tradizione Sopra Pisogne, sul Sebino, a 1352 mt sorge l’antico Roccolo Gervasoni – una struttura architettonica naturale in ottimo stato di conservazione che un tempo, quarant’anni fa era adibito alla tradizione dell’ uccellagione. Italo Gervasoni lo ha conservato im maniera egregia a testimonianza di quella che era una parte della civiltà rurale di un […]

Soprazocco : il nuovo quagliodromo della FIDC

Soprazocco : nuova vita per il quagliodromo Soprazocco : nuova vita per il quagliodromo gestito dalla sezione FIDC del luogo. Il presidente Oliviero Bussi ci ha illustrato i lavori fatti e la nuova attività dedicata alla cinofilia Condividi l’articolo sui social!

Caprioli alla Baraggia … la passione continua

Caprioli alla Baraggia … la passione continua   Caprioli alla Baraggia – la passione continua – Caccia al capriolo in selezione con Giulia Taboga – Franchi Horizon cal. 308 – AATV La Baraggia Masserano di Biella . Il nuovo video di Caccia & Dintorni Condividi l’articolo sui social!

Setter Sorsoli’s : una giornata di addestramento

 Sorsoli’s  Setter : una giornata di addestramento   La nuova puntata di Caccia & Dintorni l’abbiamo voluta dedicare all’addestramento cani – dal cucciolo al cucciolone fino al cane adulto– Abbiamo trascorso una giornata tipica di lavoro con Pierluigi Sorsoli, allevatore amatotiale di Setter e cinofilo conosciuto  con il nome di Sersoli’s  Setter. Nel video si sono messi in evidenza tanti […]