Libera Caccia risponde al CCT sul caso degli ATC aboliti dalla Corte Costituzionale

Libera Caccia risponde al CCT sul caso degli ATC aboliti dalla Corte Costituzionale

Sisto Dati- vice presidente nazionale Libera Caccia

Sisto Dati- vice presidente nazionale Libera Caccia

I veri responsabili in questa vicenda sono solo due, il PD che governa la Regione Toscana e il CCT che è contiguo al partito di maggioranza, come risulta chiaramente dai nomi dei componenti degli organi direttivi dell’associazione.

Gli irresponsabili, quindi, sono quelli che hanno concordato una norma a braccetto con il vecchio assessore regionale pur sapendo che era illegittima, tanto è vero che anche un Governo amico come quello attuale a guida PD ha ritenuto di impugnare la legge toscana.

Questo è il risultato di una colossale leggerezza (o il frutto di una enorme arroganza) da parte degli uffici della Regione Toscana e dello stesso Assessore Remaschi che, pur sapendo benissimo che era pendente un pronunciamento della Corte Costituzionale, hanno comunque fatto finta di nulla senza prendere le dovute precauzioni.

Ecco signori del CCT, per colpa vostra, e solo vostra, gli agricoltori ed i cacciatori sono e saranno in grave difficoltà. Il CCT è come il famoso Sbirulino: fa le marachelle e poi addossa la colpa agli altri che hanno solo chiesto più trasparenza, più rappresentatività e più oculatezza gestionale.

Richieste che, evidentemente, suonano offensive alle orecchie di un “regime” che è poco amante delle critiche democratiche avanzate da chi non sta sullo stesso carro e che vuole essere libero di mungere la vacca senza che altre associazioni abbiano la possibilità di avanzare critiche o di creare problemi.

La maggioranza presenta leggi illegittime, non riesce a governare la caccia in Toscana e si permette di dare la colpa alle minoranze! Ormai siamo al ridicolo.

La richiesta avanzata al Consiglio regionale da parte della Libera Caccia di avere una maggiore rappresentanza dentro gli ATC nasceva dallo scandalo giudiziario che ha colpito molti membri di comitati di gestione, indagati, agli arresti domiciliari e addirittura giunti a patteggiare la pena, tutti esponenti non certo della Libera Caccia.

Assume maggiore forza la richiesta di allargamento dei comitati di gestione alla luce della tanto sbandierata Commissione di controllo da parte dell’allora consigliere Remaschi che, una volta diventato Assessore, si è guardato bene dall’istituire. Ricordiamo anche che esiste una mozione proposta dallo stesso Remaschi e votata all’unanimità dal consiglio regionale, che impegna la giunta regionale a dare rappresentanza a tutte le associazioni venatorie. Come mai anche questo impegno non è stato rispettato dall’attuale Assessore Remaschi?

Il motivo è molto semplice, il PD di governo in Toscana in tema di caccia obbedisce ad una sola Lobby che si chiama CCT. Tutto ciò che disturba il monopolio Federcaccia ed Arcicaccia viene messo in un cassetto e dimenticato. E spesso, come sta accadendo oggi, viene anche coperto di fango.

All’epoca, quando contestammo la legge di Salvadori, ci definirono “cinesi”; adesso è chiaro chi vive nel mondo reale e chi invece, come il CCT, vive di illusioni e illude i cacciatori.

Vigileremo su cosa la giunta regionale porterà in consiglio su proposta di Remaschi, ma se il contenuto è lo stesso del fallito tentativo di oggi, sarà sicuramente un’altra legge illegittima che metterà a rischio sia il governo regionale che i volontari che sono presenti nei comitati di gestione che dovranno rispondere personalmente dei loro atti dopo essere decaduti a fronte di una sentenza della Suprema Corte.

Se in Toscana non si andrà a caccia o gli agricoltori non potranno vedere pagati i propri danni, la colpa sarà solo dell’accoppiata CCT-PD e voi cacciatori pensate bene con chi rinnoverete la vostra tessera, perché ci sono quelli che lavorano per la caccia e quelli che campano con la caccia.

Vice Presidente Vicario Libera Caccialiberacaccia
Sisto Dati

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