La lettera di Adriano … se ne vanno tanti amici ma non la nostra passione

La lettera di Adriano … se ne vanno tanti amici ma non la nostra passione

Fra le tante testimonianze che riceviamo in questo periodo vi vogliamo proporre questo scritto che ci ha mandato un amico cacciatore, Adriano. Un pensiero, una riflessione toccante ma anche carica di speranza. La lettera è scritta di suo pugno, sulla carta, senza l’uso della tecnologia e dei nuovi mezzi di comunicazione e anche questo ha un significato importante. 

La lettera di Adriano inizia così ….
Amici Cacciatori,
La Primavera è arrivata e tutto pare essersi risvegliato

La primavera è arrivata e le piante , i prati, i giardini sono in piena fioritura, i colori si moltiplicano. Al mattino, al sorgere del sole, gli uccelli ci danno il buongiorno con il loro canto, inconsapevoli che attorno a noi qualcosa d’invisibile ci tiene segregati, rinchiusi, prigionieri nelle mostre case. Sperando che questa cosa sconosciuta non venga a toccare i nostri affetti, i nostri famigliari, i nostri cari amici.

In questi giorni, seduto sul divano di casa, anche le lancette dell’orologio sembra rallentino la loro corsa. Con lo sguardo e la testa ….persi nel vuoto un ricordo passa per la mia mente ed è un ricordo piacevole legato alla passione che coltivo da anni. La stagione appena passata, quando al mattino con i nostri richiami eravamo al capanno, alle anatre che passavano sul fiume, ai momenti di grande emozione quando con i nostri cani, fedelissimi compagni di caccia, salivamo su per i monti o si camminava nelle campagne, nelle risaie e si trascorrevano giornate bellissime in serenità a contatto con una natura immensa e sempre ricca di piacevoli sorprese. Momenti spensierati che ci piacerebbe rivivere, che rivivremo.

La nostra passione, la “caccia” , il nostro stile di vita. Una riflessione però mi tocca! …..e allora mi domando:  “Ma questa passione quanti AMICI mi ha fatto conoscere … : Guglielmo, Domenico, Ennio, Massimo, Ruggero, Umberto, Tiziano, Angelo e tanti tanti tantissimi altri ancora. Non importa di quale associazione e di quale colore, per solo tanti “amici cacciatori” . Poi torna a regnare il silenzio, rotto dalle urla delle sirene delle ambulanze.

Capanno per tordi e piccola migratoria

Uno squillo di telefono oppure un messaggio, al mattino nell’assaporare la prima tazza di caffè, sfogliando le pagine del giornale e tristemente apprendere che un altro di questi tanti amici non ce l’ha fatta … che se n’è andato, che non è più tra noi. Un brivido che sale su per la schiena e un groppo in gola ti frena il respiro. La pelle d’oca che ti sale su per le braccia mentre ricordi l’ultima volta che ci si era visti, a quella cena dove si rideva e scherzava, l’ultimo abbraccio e l’ultima stretta di mano. Quanti amici cacciatori se ne stanno andando, troppi,  e mentre penso una lacrima mi bagna il viso.

Non so cosa sarà della prossima stagione venatoria, di certo quando si tornerà ad andare al capanno, a salire tra i boschi o camminare in campagna con i nostri ausiliari, oppure al fiume in attesa delle anatre o nelle risaie a beccaccini, non importa se torneremo con una preda in più o una in meno nel carniere. Di certo faremo ritorno a casa a testa alta per il ricordo e il rispetto dei tanti amici cacciatori che non ci saranno più ma che avremo il piacere di onorare sempre.

Grazie a tutti gli amici cacciatori

Adriano

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1 Commento

  • Fausto Berardi

    Un particolare ringraziamento a mio cugino Adriano che ha scritto questa lettera nella sua semplicità racchiude tutto il mantra di noi cacciatori
    Uomini uniti da una passione viscerale , con il vero sentimento dell amicizia e della fratellanza
    Non ci devono essere muri ,schieramenti politici o diversità di vedute, ci deve essere solo il cacciatore !!

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