Intervista telefonica a Paolo Sparvoli, presidente nazionale ANLC

Beppe De Maria intervista Paolo Sparvoli, presidente nazionale della Libera Caccia, riguardo ad un nuovo polo federativo, composto da Libera Caccia e altre associazioni venatorie riconosciute e non, nato il 27 febbraio 2015  (leggi articolo qui).

Sparvoli dichiara che la costituzione di questo nuovo polo sia stato “un passo inevitabile” a causa della conseguente fuoriuscita da Face Italia, dovuto ad un accordo troppo stretto portato avanti con mondo ambientale, troppo dominato dal mondo animalista. Queste associazioni fuoriuscite si dichiarano aperte al dialogo con il mondo ambientalista, ma in questo accordo vedono più una sudditanza e non un dialogo alla pari.

De Maria chiede se l’uscita è già stata ufficializzata, il Presidente dell’ANLC conferma che l’uscita da Face Italia, a lungo meditata, è già stata ufficializzata l’11 febbraio e riconfermata da questa alleanza.

Durante il primo incontro di questo nuovo polo si sono verificate le condizioni per andare avanti insieme con principi fondanti della nuova coalizione. Con questo passaggio si sono creati due poli su cui si muove il mondo venatorio: da un lato quello di Federcaccia, di ANUU Migratoristi e di Arcicaccia, dall’altro Libera Caccia, Italcaccia (leggi il comunicato  stampa) e altre associazioni, in disaccordo sull’atteggiamento da tenere nei confronti del mondo ambientalista e animalista.

Sparvoli specifica che non è solo l’accordo con Lega Ambiente (leggi le news di Caccia e Dintorni legate a questo accordo) ad aver incrinato i rapporti, ma anche una serie di attività hanno logorato questo rapporto storico. Nonostante la richiesta di tornare indietro su questo accordo, che non appare limpido alle associazioni fuoriuscite, le associazioni interessate non hanno accolto la richiesta e hanno continuato nel loro percorso.

De Maria evidenzia le critiche che parlano di una nuova e ulteriore divisione del mondo venatorio, Sparvoli invece trova che questa sia l’occasione per dare nuovo afflato e vigore alla caccia, dice infatti “lo stare insieme in modo forzato ci ha appiattito” invece questo può essere “uno scossone al mondo venatorio” per ritrovare identità e punti su cui lavorare. Non si dice interessato alle critiche pilotate, alle polemiche di coloro che affermano sia una questione di tessere, questo movimento nasce invece da un approccio diverso alla difesa del mondo venatorio.

Il Presidente ANLC dichiara infatti che il nuovo polo è aperto a chiunque ne voglia far parte e che tutti i partecipanti risiederanno alla pari, senza “prime donne”. In questo senso chiarisce anche l’incomprensione avuta con la CONFAVI

De Maria sottolinea come però l’accordo con Lega Ambiente sia in relazione a progetti appunto sull’ambiente, la ricerca, la collaborazione con l’Università, in discussione non sono le specie cacciabili o i contributi all’ISPRA. Sparvoli denuncia che Lega Ambiente ha fatto un lavoro devastante per il mondo venatorio e questo accordo è parte di un progetto più grande, con conseguenze più allargate sul mondo venatorio.

In conclusione lo Statuto Generale di questo nuovo polo sta per essere definito e anche il Programma condiviso vede una progettualità sull’arco dei 2/3 anni, Sparsoli non vuole precorrere i tempi, ma si dice pronto e disponibile a vedere che cosa nascerà da questo nuovo progetto.

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3 Commenti

  • gaetano bertoldo

    come avete intervistato Sparvoli sarebbe giusto che intervistaste anche Berlato, oltretutto Sparvoli ha detto un mezza verità rispetto Confavi, infatti Carlo Fiorani è stato invitato in qualità di presidente CST, se si fosse voluto invitare Confavi lo si avrebbe fatto invitando la presidente Cristina Caretta e non il suo vice

    • Giuseppe De Maria

      L’intervista a Sergio Berlato sarà in onda la prossima settimana: è già pianificata.
      La redazione

  • Eliminiamo gli ATC. sono nati x legare il cacciatore al proprio territorio, invece rimangono attaccati al proprio territorio solo i cacciatori che non possono pagare tanti e poi tanti altri ATC.

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