Un documento unitario per chiedere deroghe e richiami .

Un documento unitario firmato da tutte le associazioni per chiedere alla Lombardia un atto di fede nei confronti dei 70mila cacciatori lombardi 

Le associazioni venatorie, compatte, chiedono una delibera per il prelievo in deroga e la riapertura dei roccoli.  Ma anche consegna del tesserino a domicilio e modifica della segnatura dei capi prelevati.

Di seguito pubblichiamo il documento unitario, che ci è stato inviato,  presentato congiuntamente lunedì in Regione, nel corso dell’incontro fra il Governatore Maroni con l’assessore Fava  e il “tavolo europeo caccia” ,  da tutte le associazioni venatorie nazionali e regionali ad eccezione dell’ Anuu Migratoristi che, come da noi pubblicato, ne aveva presentato uno analogo direttamente a Maroni e Fava.  Un documento sostenuto da un Dossier molto ricco che riguarda i “Roccoli “ e la Direttiva 2009/147/CE

Queste le associazioni che hanno firmato il
CPA    ACL   FIDC   Enalcaccia    Libera Caccia     Italcaccia

 

DOCUMENTO UNITARIO ASSOCIAZIONI VENATORIE DELLA LOMBARDIA

 

Preg.mo Sig. Presidente Roberto Maroni,

Preg.mo Sig. Assessore Gianni Fava,

il presente documento unitario vuole sottolineare l‘importanza del Prelievo in Deroga e degli Impianti di Cattura, che trovano giustificazioni nella storia, nelle tradizioni e nell’economia del territorio della Regione.

Che la Lombardia sia ricca di storia e tradizioni venatorie legate alla caccia alla migratoria minuta è un dato di fatto. Per non dire dell’indotto da essa generato: dall’Industria, al Commercio all’Artigianato, alla Ristorazione. Intere famiglie che si sostentano, grazie alla passione venatoria, così fortemente radicata, ed in particolare nelle Valli bresciane e bergamasche ma anche in altre Province lombarde.

La politica lo sa, o dovrebbe saperlo, e dovrebbe tenerne conto ogni qualvolta affronti le tematiche venatorie legate a questo tipo e forma di caccia tradizionale, patrimonio della cultura rurale e del territorio.

Ai primi posti, vi sono la Caccia o Prelievo in regime di Deroga alla selvaggina migratoria minuta e i “Roccoli”, già da decenni limitati alla funzione di Impianti di cattura per l’approvvigionamento di richiami vivi: i Roccoli, veri monumenti di architettura botanica e tratto caratteristico del paesaggio collinare e montano lombardo da ben più di 500 anni, sono la massima e più alta espressione dell’aucupio, ovvero l’arte della cattura con le reti degli uccelli silvani. Le realizzazione, il mantenimento e la condotta in esercizio di questi impianti è stata tramandata di generazione in generazione sino ai giorni nostri. Sono indubbiamente un patrimonio storico-culturale, simbolo peraltro di un’antica economia rurale sopravvissuta comunque come attività economica sino agli anni 70, anni in cui è stata convertita in “servizio pubblico” per la cattura dei richiami da distribuire ai capannisti: come tali vanno salvaguardati e tutelati, nonché fatti operare per quello che son stati creati, adeguandoli alle necessità attuali, visto che l’allevamento non è in grado di sopperire al fabbisogno di richiami vivi da utilizzare per la Caccia da appostamento.

Tutto ciò premesso, come Associazioni Venatorie della Lombardia siamo a richiedere una Delibera di Giunta, un Atto Amministrativo che consenta il Prelievo in Deroga, nelle modalità e nei tempi già previsti da Regione Lombardia, alle specie fringuello e peppola ed il riavvio dell’operatività degli Impianti di cattura.

Il parere ISPRA, obbligatorio ma non vincolante, e peraltro espresso senza esser entrato nel merito della proposta formulata dalla Lombardia tramite gli Uffici preposti, non dovrebbe essere ritenuto un ostacolo così come l’approvazione di una Delibera al riguardo, nonostante ISPRA, in modo irrituale e non di sua competenza, abbia posto l’accento su presunte conseguenze e sanzioni e su valutazioni non certo tecniche, ma politiche, che dovrebbero essere appannaggio della Giunta e del Consiglio.

Detta Delibera assumerebbe una particolare valenza e significato per i 70 mila cacciatori lombardi: sarebbe un sicuro segnale di vicinanza alle esigenze del mondo venatorio lombardo, che ad oggi si sente un po’ dimenticato anche per le semplici questioni di ordinaria amministrazione venatoria: dalla mancata adozione a tutt’oggi del calendario venatorio al sistema scelto per la distribuzione dei tesserini venatori, alla segnatura dei capi sul tesserino alla nomina delle commissioni per gli esami venatori (addirittura ancor oggi le commissioni per gli esami di abilitazione per la caccia di selezione agli ungulati non sono state formate), i cacciatori lombardi sentono una considerazione ridotta ai minimi storici.

Confidiamo che le richieste del mondo venatorio saranno invece tenute nella massima considerazione.

Milano, li 21 luglio 2017

 

Documento letto, approvato e sottoscritto dalle Associazioni Venatorie della Lombardia

 

Caccia & Dintorni

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2 Commenti

  • Francesco Gervasoni

    Da quando abbiamo la lega alla presidenza della regione per noi cacciatori è andata sempre peggio, l’anno scorso Galletti ha dato facoltà alle regioni di gestirsi la caccia, quest’anno la regione rimanda tutto a Galletti e ISPRA ogni decisione, e a quanto sembra l’europa se ne lava le mani di tutto, prossimo confronto elezioni 2018.

  • MARCO

    Considerato che il documento riporta la data del 21 luglio e che nell’incontro del 31 non si è cavato un ragno dal buco, mi sentirei di dire che i signori Maroni e Fava non l’hanno proprio tenuto in considerazione e neppure si sono sentiti toccati dalla velata ipotesi che ci possa essere un boicottaggio al referendum o alle prossime elezioni.
    Aggiungo che il mondo venatorio lombardo non si sente “un pò dimenticato”, piuttosto fortemente osteggiato e preso in giro da politica e burocrazia.

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