Controllo faunistico e caccia: due cose diverse

Controllo faunistico e caccia: due cose diverse – non confondiamole !

 Dalla Germania si conferma la necessità della pratica venatoria su tutto il territorio nazionale, naturalmente con l’adozione di tutte le tutele del caso. Non aspettiamoci che i nostri ministeri siano dello stesso avviso.

Controllo faunistico e caccia: due cose diverse – non confondiamole !

Controllo faunistico – prendendo spunto dall’articolo pubblicato da “La Dea della Caccia” – va ribadito che il controllo faunistico è rivolto essenzialmente alla tutela e alla salvaguardia delle produzioni agricole, soprattutto in certi periodi dell’anno, come la primavera e l’estate in cui vengono seminati frumento, mais, e avviene la maturazione del prodotto nei frutteti e nei vigneti.  Oltretutto in questo momento particolare stiamo osservando che certa fauna selvatica, priva di controllo, si sta impossessando proprio dei territori agricoli. E’ in questa direzione che il presidente della regione Toscana, ha firmato una specifica ordinanza che, fra altre cose, autorizza lo svolgimento del “Controllo Faunistico” , attività indispensabile per la tutela della produzione agricola.

Così, sempre nel pieno rispetto di quanto previsto dai Decreti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e di tutte le norme di sicurezza relative al contenimento del contagio da COVID-19, sottolinea l’ordinanza, viene riconosciuto alle guardie venatorie volontarie incaricate dalla polizia provinciale di effettuare gli interventi di controllo di poter giustificare lo spostamento all’interno del comune o verso altri comuni sulla base di quanto riportato nella scheda di intervento di controllo inviata alla Polizia provinciale.

 

 

Noi non facciamo l’errore, ma sarebbe meglio dire la scelta, di confondere controllo e caccia, quindi non diremo che la Toscana ha riconosciuto il valore dell’attività venatoria, anche se la Regione lo ha più volte fatto, ma riteniamo che questa scelta costituisca un precedente importante”. Così il presidente nazionale Massimo Buconi ha commentato la notizia.

Sono felice che una delle regioni che più si connota per le produzioni agricole di pregio abbia risposto all’allarme che da più parti gli agricoltori e le loro associazioni di categoria, Coldiretti in primis avevano lanciato sui danni derivanti da una assenza di controllo sulle specie impattanti – ha proseguito – Ma il riconoscimento della caccia come utile strumento di gestione direi che, per così dire, si legge fra le righe dell’ordinanza toscana e questo mi fa ben sperare per il prossimo inizio della stagione venatoria. Anche perché il rispetto strette regole di sicurezza dettate dall’emergenza da COVID-19 dimostra che comunque le due cose non si escludono a vicenda”.

Intanto dall’Europa viene un altro importante segnale: il Governo federale tedesco conferma la necessità della caccia e che in linea di principio le limitazioni alla circolazione non si applicano ai cacciatori. La caccia deve essere effettuata con tutte le accortezze necessarie al fine di contenere il rischio di infezione il più basso possibile, ma anche secondo il ministero federale dell’Interno, nonostante la pandemia, la caccia è importante per proteggere dai danni causati dalla fauna selvatica e dalla peste suina africana. I Ministeri competenti dunque confermano che la caccia adottando le regole di sicurezza dettate dalle autorità può essere consentita a livello nazionale.

Non credo riceverò una lettera simile – commenta Buconi –. Mi aspetto però che in maniera laica e senza strizzare l’occhio alle sirene dell’animalismo anticaccia, che già come sappiamo hanno cominciato a cantare, anche il nostro Governo dimostri la stessa pragmaticità e considerazione con i fatti. Vigileremo in questo senso”.

fonte: La Dea della Caccia

 

 

 

 

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