Cacciatori uniti a parole ma divisi nei fatti.

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IMG-20161013-WA0002Questo è un momento davvero delicato per la nostra sopravvivenza, per la sopravvivenza della nostra passione e delle cose in cui crediamo, ma se non facciamo nulla rischiamo di perdere tutto e di sparire.

Da una parte l’attacco mediatico sul fronte del “bracconaggio” con le storie degli Ibis e di cigni uccisi, dall’altra il Piano Ispra (sempre contro il bracconaggio) che nessuna associazione ci ha spiegato e che se attuato è la fine. Ma non è tutto perchè anche il Governo, con la revisione della legge 391/91 che da maggiori poteri al gestore dei parchi fa la sua parte.  Siamo circondati, non ci danno scampo e non riusciamo ad alzare la testa. Ma del resto lo abbiamo voluto noi.   Loro sono pochi ma bene organizzati, noi siamo ancora in parecchi ma sembriamo l’armata “Brancaleone”.

Mentre ci riempiamo la bocca di belle parole parlando di caccia moderna, di ricerca scientifica, di recuperi ambientali, di biodiversità, di etica e di prelievo controllato gli altri ci stanno facendo a pezzi. Rendiamocene conto.  Noi cacciatori siamo bravi, bravissimi, paragonandoci alle sentinelle del territorio e della natura ma poi caschiamo sempre sulle stesse cose e commettiamo sempre gli stessi errori e litighiamo tra di noi.  Non vediamo più in la della punta del naso e

ibisIl bracconaggio,  l’uso smodato dei richiami elettronici, il prelievo di fauna proibitia …. di chi è la colpa ?  Oggi la caccia ha bisogno di una inversione di tendenza, un inversione brusca, altrimenti non usciremo più da questo vortice che ci sta ingoiando in fretta.  Bisogna cominciare a isolare i furbetti del fonofil e denunciare i bracconieri, qulli che catturano abusivamente con le reti o che sparano alle lepri di notte con i fari, o ancora quelli che aspettano le becche fuori dal bosco all’attesa.  Ma non a parole: con i fatti !  

Le associazioni devono eliminare la feccia, alzare il cartellino rosso per certi soggetti e cacciarli. Quelli non sono cacciatori. Quelli fanno solo danno.

Sono già in tanti che stanno pensando di lasciare la propria associazione e assicurarsi in maniera privata e questo è un brutto segnale.

Le associazioni a parole predicano l’unione ma con i fatti mettono in pratica la divisione . Ognuna va per la sua strada e ognuna segue il proprio interesse.

I cacciatori devono  tornare al Qohelet. “C’è un tempo per demolire e un tempo per costruire“.  Questo è il tempo di costruire ma tutti insieme.  Proviamoci.

C&D

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