La caccia nel “mirino” della Brambilla e dei media nazionali

La caccia nel “mirino” della Brambilla e dei media nazionali

Una campagna diffamatoria continua e pressante

 

La caccia – Non passa giorno che non vi sia un attacco denigratorio alla caccia e ai cacciatori. Attacchi mirati e velenosi che fanno leva sulla sensibilità, ma anche sull’ingenuità, di quella fetta di possesori di cani e gatti che vengono così strumentalizzati a fini politici ben più grandi.

Attraverso le colonne del Corriere della Sera la signora in rosso, quella che con la benedizione berlusconiana ha varato il Movimento animalista, attacca di nuovo  «I tempi sono maturi, aboliremo la caccia in Italia con un referendum convincendo anche quella parte di italiani che in passato non aveva partecipato a questa grande battaglia di civiltà». Il passato è il 1990 quando la consultazione promossa principalmente da Verdi e Radicali ottenne più del 92% di sì ma non raggiunse il quorum, che si fermò al 43,36%” – Intanto non sarà (per legge n.d.r.) possibile riformularlo nello stesso modo, ma al di là di questo i sondaggi dicono che il movimento brambil-berlusconiamo, nato per veicolare su Forza Italia i voti degli animalisti è sotto l’ 1%  . Le prossime elezioni saranno utilissime infatti per una resa dei conti e i fedelissimi dell’ex Ministro del turismo potranno finalmente contarsi, sapendo fin da ora che molte sigle animaliste non hanno sposato la causa del Movimento brambilliano.

Questa volta a fare la differenza potrebbe essere lo stesso Silvio Berlusconi. Sarà in campo contro la caccia? «Bisognerebbe chiederlo a lui, ma di certo sappiamo che il presidente è contro ogni forma di violenza». Del resto qualche anno fa sarebbe forse stato improbabile vedere il leader di Forza Italia seduto nel prato di Villa San Martino allattando gli agnelli appena «salvati» dal pranzo pasquale.

Che Berlusconi sia oggi schierato sul fronte animalista ( come riporta l’articolo del Corriere) , per convinzione o secondo i maligni per calcolo, lo dimostrano anche alcune delle sue proposte elettorali: la riduzione dal 22 al 10 % dell’Iva sulle spese veterinarie o sul cibo per animali o l’accesso alle cure pubbliche per cani e gatti dei pensionati che non possono permettersi visite private. Tutti punti di convergenza con il manifesto del Movimento Animalista.  Ma bisognerà poi fare i conti anche con l’occupazione e quindi con il lavoro. Oggi gli addetti ai lavoro del settore armiero e del suo indotto sono circa 90mila, rappresentando in termini di valore lo 0,5% del PIL nazionale. Il Silvio nazionale sarà disposto a mettere sul lastrico migliaia di famiglie facendo chiudere molte aziende che hanno fatto la storia di questo povero paese ?

La considerazione da fare è però anche un altra, rivolta a quegli esponenti politici di Forza Italia che cercano l’appoggio dei cacciatori attraverso i “tavoli della caccia”, che dopo 18 mesi non hanno portato risultati, e incontri con associazioni venatorie.  Non abbiamo mai sentito nessuno di questi intervenire in maniera decisa sulla questione dissociandosi dalla scelta politica del loro leader e dalla signora Brambilla.  Nessun commento serio ma solo frasi di circostanza che non li rendono credibili.

 

La caccia

Ma non c’è solo l’attacco della Brambilla o quello costante del M5S. Dopo le farneticazioni sulla carta stampata  ora anche i media nazionali , in questo caso Rai 3,    sparano a vanvera sulla questione venatoria.

Sabrina Giannini – giornalsta Rai 3

Cacciatori nel mirino di una campagna diffamatoria nella trasmissione di Sabrina Giannini “Indovina chi viene dopocena”: roba da far impallidire le campagne di regime.

Con i soldi di tutti, quindi anche dei cacciatori, la “giornalista” spara servizi strappalacrime mettendo in campo numeri e cifre destituite di ogni fondamento, a partire dalle aree disponibili per la caccia (tutta l’Italia salvo i parchi! ), diffonde allarmismo sulla salubrità delle carni provenienti dalla caccia, mette assieme cacciatori e bracconieri e chi più ne ha più ne metta. Una trasmissione assurda, senza contradditorio e senza dati confermati, che oltre a creare confusione e disorientamento tra le persone alimenta  l’odio nei confronti di chi pratica legalmente il prelievo venatorio. Uno tsunami di FAKE NEWS  da una rete di Stato proprio nel momento in cui si lotta per combatterle.

Una vergogna già denunciata, ad esempio dal quotidiano La Stampa che di Sabrina Giannini dice: “.. ogni lunedì sera dispensa pseudo-informazione di stampo ideologico, che non informazione giornalistica”.

L’indignazione è tanta e ci aspetta che chi ha il compito sindacale di difendere la pratica venatoria intervenga veramente e non solo attraverso comunicati ma con “querele” o atti simili per fermare o quantomeno arginare questa ondata di fake news.

 

Caccia e Dintorni

 

 

 

 

 

 

 

 

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2 Commenti

  • Marco omacini

    Però ragazzi,è anche giunto il momento di muoversi uniti….che tutti i presidenti delle associazioni non facciano i politici a scaldare la sedia!!!! Ci vuole,ora più che mai, l’unione di tutte le associazioni.Bisogna parlare con una voce unica.e se i nostri presidenti non trovano un accordo,glielo facciamo trovare noi!!!e sapete come cari cacciatori: fatevi un ASSICURAZIONE PRIVATA,che vi costa anche meno e avete gli stessi diritti.

  • lodola giuseppe

    hai ragione assicurazione privata

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