ATC Unico di Brescia verso il commisariamento

ATC Unico di Brescia : Lombardi tiene duro benchè in minoranza      

Acque agitate da tempo nell’ ATC Unico di Brescia, l’ambito territoriale di caccia più grande d’Italia che potrebbe essere presto commissariato.

Un azienda che gestisce  1 milione e 200 mila euro a bilancio

 

Oscar Lombardi è stato messo sotto accusa da ben 5 consiglieri su 9 ( essendo decatuto il rappresentante del CAI e non ancora rimpiazzato dalla Regione dopo due mesi) del Comitato di  Gestione  I sottoscritti (1) : Eugenio Stucchi rappresentante Regione Lombardia, Luigi Rizzini  rappresentante della Coldiretti, Luigi  Bianchi rappresentante dell’ Anuu, Giovanni Zanardelli rappresentante del comune di Montichiari, Silvio Parzanini rappresentante del coordinamento delle associazioni ambientaliste bresciane, che ne richiedono le dimissioni immediate  ATC lettera 2018 e di conseguenza l’elezione di un nuovo presidente (già pronto a subenrare.. ). Una questione che si trascina dal mese di maggio ma che ora pare avere le ore contate. Oscar Lombardi, l’attuale presidente che pare sia stato indagato dai Carabinieri Forestali di Vobarno per il piano di contenimento dei cinghiali, una situazione di cui ne abbiamo parlato in un recente articolo , è da mesi sotto accusa per la gestione dello stesso ATC  ma lui resiste  in attesa che la Regione Lombardia intervenga con una decisione che non può più essere rimandata.

Per correttezza d’informazione va anche detto che lo Statuto dell’ ATC di Brescia non prevede le dimissioni su richiesta del Presidente.

Commissione Miglioramenti Ambientali ATC Unico di Brescia

I cinque componenti del  Comitato di Gestione che lo hanno più volte messo in discussione e quindi in minoranza lo accusano fra le altre cose della mancata risoluzione del rapporto di collaborazione con il tecnico faunistico, dott Ambrogio Lanzi dello studio GECO di Reggio Emilia, approdato nel 2016 all’ ATC Unico di Brescia con un bandoregolare e al quale  è stato affidato l’incarico con un compenso di 20.000 euro per il primo anno e lievitato a 28.000 per il 2017. Poi, altra stranezza che sottolineano i dissidenti, è stata quella della proroga dell’incarico deciso in autonomia  dal presidente Lombardi.

Ai compensi del Tecnico Faunistico si sono aggiunti poi i 76.000 dovuti ad un Piano Lepre che a detta del gruppo dissidente pare alquanto incerto: una situazione che in due anni è costata oltre 100 mila euro. Una cifra fuori portata e mai spesa in tanti anni di esercizio. Al presidente Lombardi si contesatano anche i 6000 euro per un piano di contenimento della volpe stoppato sul nascere da TAR. Anche altre le situazioni contenstate al numero uno dell’ ATC bresciano, come quella di non avere risposto all’invito di convocazione del Comitato di Gestione  che aveva l”ordine del giorno la richiesta di dimissioni e l’elezione di un nuovo presidente.

Una brutta storia per l’ ATC di Brescia che cade a due mesi dall’inizio della nuova stagione venatoria questa situazione rischia di paralizzare l’attività dell’ ATC stesso, dalle immissioni di selvaggina alle gare d’acquisto. Ora la palla passa alla Regione, all’ ass.re Rolfi e alla dirigenza dell’ Assessorato all’ Agricoltura che dovrà esprimersi in fretta sulla questione, procedendo con il commissariamento e quindi, dopo 60 gg,  con l’elezione di un nuovo presidente e di un nuovo Comitato di Gestione.  Ricordiamo che l’ ATC di Brescia, il più grande d’Italia è un azienda che gestisce  1 milione e 200 mila euro a bilancio e di conseguenza occorre trasparenza e professionalità da parte di ogni suo singolo componente.

Ovviamente, per dovere e per diritto di cronaca,  cercheremo di sentire anche il Presidente Oscar Lombardi per capire quali siano le sue osservazioni in materia.

Caccia & Dintorni – la redazione

 

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