Problema cinghiali nel bresciano: prevale il buon senso

Problema cinghiali nel bresciano: prevale il buon senso – rispettati i piani di abbattimento messi in atto dalla Regione Lombardia.

Sembra essersi risolta positivamente la questione del contenimento dei cinghiali in provincia di Brescia.

 

Problema cinghiali .

In seguito ad un esposto di un’associazione ambientalista la Procura aveva avviato un’indagine ed una serie di interrogatori al fine di verificare se fosse corretto l’impiego di cacciatori durante le battute di contenimento e se i cinghiali erano soppressi rispettando la normativa sul benessere animale e di conseguenza gli abbattimenti erano state sospesi. Abbiamo già espresso le nostre perplessità sull’argomento ma una tempestiva riunione in regione Lombardia, presente l’assessore Gianni Fava e il consigliere responsabile per la Polizia Provinciale Diego Peli ha chiarito la questione.

In sostanza vige ancora la legge regionale, mai impugnata da nessun organo istituzionale e soprattutto è emerso che in casi come questi non va applicata la normativa sul benessere animale. In sostanza ha prevalso il buonsenso pur se è comprensibile l’azione di auto tutela, a fronte di indagini in corso, messa in atto dalla Polizia Provinciale che su indicazione della Prefettura aveva sospeso gli interventi di contenimento.

E’ fuor di dubbio che la presenza dei cinghiali vicino alle città e alle colture agricole è un problema cosi come lo sconfinamento dei cinghiali sulle strade e quindi ignorarlo sarebbe stato sicuramente un atto gravissimo.  Altro discorso è la fruizione diffusa delle nostre montagne e delle colline da parte di migliaia di cittadini, magari accompagnati dal proprio cane che posso, occasionalmente, trovarsi questi animali nelle vicinanze. Anche i cani da compagnia possono essere attirati dai cinghiali, vuoi per curiosità vuoi per istinti innati, e può accadere che i cinghiali si difendano con gravi danni fisici per i cani, come è successo a Rezzato nella giornata di martedì.

Questi casi però sono isolati e non devono scoraggiare gli amanti della vita all’aria aperta e delle passeggiate nel silenzio dei boschi ad abbandonare le loro abitudini. Buona norma sarebbe, in presenza di ambienti fitti, di tenere i cani al guinzaglio sebbene si parli sempre di casi isolati. L’allarmismo non fa bene, soprattutto in una provincia come la nostra dove il numero di cinghiali è piuttosto contenuto; in Toscana, in Umbria o in tante altre regioni del Centro Italia ci vorrebbe allora l’esercito per contenere i cinghiali che là sono veramente numerosi!

Crediamo che lasciar lavorare la Polizia Provinciale di concerto con i cacciatori con interventi mirati su segnalazione di privati ed enti locali sia il modo migliore per gestire la popolazione di cinghiali.

Oppure ci si rivolga alle associazioni animaliste che sicuramente possiedono modi alternativi per contenere il fenomeno: servono i risultati però, non le chiacchiere! Serve calarsi in ambienti inospitali, tra rovi e arbusti, magari su pendii scoscesi e qui procedere all’allontanamento dei cinghiali.

Ma lo ripetiamo, servono i fatti, come quelli messi in atto da Regione Lombardia e dagli agenti della Polizia Provinciale che fino ad oggi hanno rispettato i piani predisposti dai tecnici regionali.

 

 

a cura di “FEDERCACCIA BRESCIA”

 

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