Lombardia: ISPRA dice NO alle deroghe. Fava: tutto lavoro buttato : “Ora il Ministro dia una spiegazione”.

Lombardia: ISPRA dice NO al prelievo in deroga-

Dura la risposta dell’assessora FAVA che chiede al Ministro Galletti una spiegazione chiara.

ispraCome volevasi dimostrare … ancora una volta Ispra dice NO alla richiesta del prelievo in deroga della Regione Lombardia, che aveva proposto in minima quantità fringuello, peppola e storno.  Ispra non entra nel merito tecnico della richiesta ma liquida la questione dicendo in maniera molto semplice e allo stesso tempa fin troppo chiara che non vi sono le condizioni per l’applicazione del prelievo in deroga.

Lo ha reso noto l’assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Gianni Fava, commentando la decisione assunta dall’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).

galletti“A questo punto il ministro Galletti ci deve spiegare il senso della sua lettera dello scorso 8 novembre – ha detto l’assessore Fava – in cui affermava che le Regioni sono legittimate ad attivare deroghe; ma ci deve anche spiegare l’utilita’ dei tavoli tecnici convocati a Roma, quelli che, sempre con la nota del giorno 8 novembre, auspicava potessero estendere i lavori alla definizione della piccola quantita’ ai fini del prelievo in deroga”.

Tavoli ai quali “Regione Lombardia ha cercato di portare il proprio contributo e ai quali si e’ seduto anche Ispra, su nostra richiesta. Tutto lavoro buttato – ha commentato con amarezza Fava – dal momento che il parere di Ispra sembra voler escludere del tutto la possibilita’ di prelievo in deroga, a prescindere dai dati e dalle proposte, e ancora una volta senza motivazioni di carattere scientifico”.

“Anche in questo caso Ispra getta la maschera – ha aggiunto l’assessore lombardo Fava -. Dopo anni di inadempienza rispetto al calcolo della piccola quantità, ora dice che non si può fare. Ma allora per quale motivo il ministro Galletti, il 19 ottobre scorso, di fronte alle associazioni venatorie si sarebbe impegnato a chiedere a Ispra di fornire i dati necessari per il prelievo in piccola quantità dello storno? Un po’ di fumo da vendere ai cacciatori?“.

Sempre nel parere inviato a Regione Lombardia, Ispra torna sul tema dell’infrazione europea sulle minacce della Commissione di proporre sanzioni a carico dell’Italia. “Questo eèun passaggio del tutto irrituale – ha osservato Fava -. Ispra deve entrare nel merito tecnico della richiesta di Regione Lombardia, eventualmente confutare dati e numeri, non sostituirsi al Dipartimento per le Politiche europee. Ma del resto non si capisce più chi stia governando politicamente questa partita: se il ministro delle Politiche agricole Martina, che dovrebbe per competenza occuparsi di caccia, o il ministro dell’Ambiente Galletti, che, nella totale inerzia del titolare della materia sembra volergli scippare competenza e visibilità, o, ancora, lo stesso Ispra, che sembra aver smentito e tacitato il suo stesso ministro, cui dovrebbe rendere conto”.

tavolo 3Con questo possimao recitare il “de profundis” per ciò che riguarda  il prelievo in deroga e di conseguenza per la riapertura dei centri di cattura dei richiami vivi, che avranno stessa sorte.

Ora basta illudere i cacciatori con “balle spaziali” e con tavoli sulla caccia che in 12 mesi non hanno portato a nulla. Basta anche a quei personaggi in cerca di visibililità e sopratutto di candidature  che si ergono a paladini di quattro poveri allocchi creduloni e che  magari non hanno  neppure la licenza di caccia (doppia presa per i fondelli). 

Rendiamoci conto che la caccia in Italia non interessa più nessuno e che è solo terreno di speculazioni varie fatte sulla nostra pelle. E’ triste doverlo ammettere ma  siamo una specie in estizione. 

C&D

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3 Commenti

  • Pasquale Boni

    Ho 73 anni e mi sono occupato di gestione della caccia a diversi livelli quando credevo ancora alle promesse dei nostri politici e delle nostre associazioni venatorie. Questo è il risultato di 50 anni di assenteismo delle nostre associazioni a livell0 politico quando 1.800.ooo cacciatori potevano contare qualcosa coi loro voti…Io ora vado all’estero… a voi le considerazioni…

  • Ferdinando Ratti

    Basti vedere che ad oggi, in Lombardia non hanno ancora istituito le commissioni d’esame per l’abilitazione venatoria, regione dove qualche genio della lampada dipendente regionale, ha rifatti i nuovi quiz per l’esame venatorio, che andavano a sostituire quelli vecchi del 1995, sbagliandone una buona percentuale,questi già pronti per la stampa, hanno dovuto essere ritirati in tutta fretta dalla regione per essere corretti!!!
    Non si sà ancora la prima data per gli esami di abilitazione venatoria, con l’aggravante che per chi ha presentato la domanda per sostenere gli esami venatori, si trova con il certificato dell’ufficiale sanitario scaduto, avendo questi una valirità di tre mesi, se promosso presentando la domanda in questura per il rilascio della licenza di caccia, molto probabilmente lo dovrà rifare, con una uscita non prevista di altri soldi a carico dell’aspirante cacciatore.
    Queste a mio modesto parere,sono solo alcune delle concause del perche siamo in diminuizione
    cordialità

  • osvaldo bonetti

    a malincuore da cacciatore ,a questo punto chiudete la caccia noi dobbiamo solo pagare.si va’all’estero

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