“Il Fatto” le spara grosse mettendo la caccia nel mirino

Il “Fatto” ……

Quelli del “Fatto” le  sparano grosse  gettando fango  su caccia e cacciatori. 

Un articolo delirante che cola bile da tutte le parti. 

 

Il Fatto Quotidiano per fare audience e vendere spara dati a caso e getta fango 

I lettori tipici del Fatto sanno bene che se vogliono il fango ne trovano in abbondanza e gratuitamente sul web.  Ora, ma non è la prima volta, ecco un nuovo attacco alla caccia, alle sue tradizioni, al ruolo che occupa nellqa società civile e nel mondo economico . Un attacco mirato e colmo di falsità.

Questo ambientalista avvocato che ha scritto l’articolo, e che riportiamo qui sotto,  ignora (o finge) di sapere cosa significa la caccia per l’ambiente e che il prelievo venatorio in Italia è del 1% sulla mortalità. Ignora che per avere il porto d’armi uso caccia occorre sostenere esami sempre più severi e controlli medici accurati e sopratutto ignora che, a differenza di certi personaggi che vanno a caccia di voti, il cacciatore deve avere la fedina penale immacolata e con lui i sui familiari.  E poi non sa tante altre cose sulla caccia in Italia: ad esempio che è quella più controllata e limitata d’Europa.

Lo diciamo a Marco Travaglio, direttore de “Il Fatto” , che il fango non paga più.   Questa  loro deriva  grillina sta causando una vera è propria emorragia di vendite e un disaffezione di vecchi lettori che non si riconoscono più nel loro quotidiano, ma non è “sparandole grosse” che vi pongono rimedio.

Poi è anche vero che se un quotidiano pubblica le frustrazioni e le acidità del suo direttore anche tutti gli altri giornalisti, collaboratori e avvocati ambientalsti sentono il diritto dell’emulazione.

Detto questo ci piacerebbe però sentire anche la voce delle associazioni venatorie, una risposta, una replica …. magari ospitata proprio sulle pagine del “Il Fatto Quotidiano” . Temiamo però che anche questo attacco passi in cavalleria.

 

C&D

 

 

Da Il Fatto Quotidiano del 30 settembre ecco un bellissimo e preciso, quanto mai puntuale, articolo a firma di Fabio Balocco (ambientalista e avvocato)

AMBIENTE & VELENI

La caccia è puro e sadico divertimento, è ora di dire basta!

Non siamo più cacciatori e raccoglitori. O meglio, nel mondo ci sono ancora tribù di cacciatori e raccoglitori, e sono probabilmente gli unici uomini a vivere in armonia con l’ambiente. Ma noi occidentali siamo tutt’altro, siamo uomini tecnologici, e ci sfamiamo con le coltivazioni e gli allevamenti. Bisogna prenderne atto e trarne le debite conseguenze. Una è senz’altro che dobbiamo smetterla di sparare agli animali selvatici, posto che per causa nostra ce ne sono sempre di meno, non ci servono per sfamarci ma li uccidiamo (o meglio, li uccidete) solo per puro e sadico divertimento. Che il cacciatore bianco sia un guardiano della natura è poi una solenne panzana. Una delle affermazioni più idiote che abbia mai sentito fu pronunciata pochi anni orsono da una persona che ebbe il coraggio di affermare che il cacciatore è “il medico” dell’ambiente naturale! A questo solone potrei anche solo ricordare i danni che vengono causati dai cinghiali immessi in natura a puri scopi venatori, oppure tutte le specie che si sono estinte o si sono ridotte a numeri risibili sempre a causa della caccia.

La caccia non è necessaria, i cacciatori sono sempre di meno, ma i politici continuano a stendergli tappeti rossi, a loro e all’industria delle armi. Più volte da questa pagina ho parlato del caso emblematico del Piemonte dove le giunte di centrosinistra e centrodestra si sono arrampicate sugli specchi pur di non consentire ai cittadini di andare al voto, cioè di esercitare un loro diritto, giungendo addirittura all’assurdo di eliminare la normativa regionale a favore di quella nazionale. Con buona pace della democrazia!

E l’ultimo favore lo abbiamo sotto gli occhi: i vari governi – nazionale e regionali – non hanno sospeso la stagione venatoria pur avendo lo stesso Ispra evidenziato la necessità di tale provvedimento in considerazione della siccità e degli incendi che hanno stremato gli animali.

Tanta è la potenza dei voti dei cacciatori. Mentre gli animali purtroppo non votano. Ma è ora di dire BASTA a questa insulsa carneficina. È partendo da questo assunto che la LAV lancia in tutta Italia la campagna #BASTASPARARE: una petizione a sostegno di una proposta di legge popolare per l’abolizione della caccia e a difesa degli animali selvatici, da presentare al nuovo Governo, che si insedierà il prossimo anno.

Sarà possibile firmare la petizione a partire da sabato 21 e domenica 22 ottobreA sostegno della campagna la stessa LAV cita il dato delle potenziali vittime della caccia ogni anno: quasi mezzo milardo di animali. Senza contare quelli che vengono uccisi di frodo. Una barbarie che deve cessare. Punto.

 

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/09/30/la-caccia-e-puro-e-sadico-divertimento-e-ora-di-dire-basta/3884464/

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2 Commenti

  • Stefano Chimienti

    Il livore con cui si esprime questo signore già denota la pochezza del suo pensiero.Si chiede a che serve la caccia, perché La box?le arti marziali?grida:basta sparare agli animali selvatici ! Ai pesci si?Con arpioni e fioscine rostrati o con ami vilmente celati in un invitante boccone mortale.Non gliene frega niente al nostro Solone,lui si,dell’aragosta cotta ancora viva nell’acqua bollente e lui o chi come lui la paga anche 200€ al kg pur di papparsela?Non si vergogna Travaglio grande moralista dell’ultim’ora di ospitare queste idiozie sul suo giornale?

  • MARCO

    Se avete tempo leggete i numerosi commenti dell’articolo e scopriete quanto sia diffusa la mancanza di conoscenza della caccia e quanto le persone siano state plagiate facendo loro credere che i cacciatori siano la fonte di tutti i guai della natura e dell’ambiente.
    Ce ne fosse uno che con obiettività riconosca quanto in questi decenni il mondo rurale e l’ambiente siano cambiati e quanto abbia inciso in questo declino la vita umana in genere e non la caccia!

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