Dura critica della FIDC contro la “raccolta firme” per modificare le sanzioni per chi sgarra.

Dura critica  di FIDC Brescia contro la petizione messa in atto da chi vorrebbe la modifica degli articoli 43 e 51 della Legge Regionale Lombarda

La passione per la cinofilia è una cosa, il rispetto per le leggi è un altra

 

E’ promossa in questi giorni, in alcune zone della nostra Provincia, una raccolta di firme da parte di alcuni cacciatori volta a convincere i Consiglieri Regionali Lombardi a ritornare sui propri passi  in merito alle recenti modifiche degli articoli 43 e 51 della legge regionale, ritenute eccessivamente punitive. Stiamo parlando di quelle modifiche volute in prima istanza dal consigliere Alessandro Sala e sostenute con forza anche dal consigliere Fabio Rolfi che hanno alzato da 30 euro a 206 euro la multa, e sospendono per un anno il tesserino venatorio in caso di recidiva, per coloro che addestrano e allenano i cani nelle Zone Ripopolamento e Cattura, nei parchi e nelle oasi.

Federcaccia ha sostenuto e sostiene con forza queste modifiche: le zrc, le oasi e i parchi non sono zone addestramento per qualcuno ma sono i luoghi deputati alla riproduzione e all’irradiamento della selvaggina. E la selvaggina, lepri comprese, deve essere catturata per ripopolare i territori di tutti i cacciatori bresciani così come oasi e parchi devono essere polmoni di irradiazione per tutti e non per i soliti furbi.

Nella petizione si parla di passione per la cinofilia da difendere, di multe troppo alte per chi deve vivere con una pensione spesso inferiore ai 1000 euro ed addirittura si fa riferimento alla Costituzione dove all’articolo 3 si recita che “tutti i cittadini hanno pari dignità e sono uguali davanti alla legge”. Ecco, signori promotori di questa raccolta di firme, le leggi vanno rispettate e se siamo arrivati a questa situazione è perché all’interno di queste zone rifugio, patrimonio di tutti i cacciatori bresciani, si è arrivati all’anarchia tanto da renderle in molti casi, soprattutto le Zrc, sterili.

Non è solo colpa dell’addestramento cani, manca la vigilanza, totalmente assente vista l’esiguità delle multe, manca la gestione dei nocivi, trionfa la stupidità di qualche bracconiere. Ma vivaddio, dobbiamo essere noi per primi, cacciatori e cinofili, a rispettare le zone da cui dipendono i ripopolamenti. E dobbiamo avere il coraggio di dire che vanno rispettate anche le Zone Rosse e tutto il territorio libero perché la legge prevede le Zone Addestramento Cani.

Non scomodiamo la Costituzione della Repubblica per giustificare l’illegalità: la Costituzione si onora rispettando le leggi e i consiglieri Sala e Rolfi vanno ringraziati e rispettati per il coraggio che hanno avuto nel cambiare finalmente una legge inadeguata.

a cura di “FEDERCACCIA BRESCIA”

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3 Commenti

  • Virgilio Taglietti

    Buon giorno
    Vorrei sapere se uno sconfinamento non voluto durante la stagione venatoria, parlo di una lepre inseguita dai cani che si rifugia in una zona di ripopolamento è perseguito oppure no.
    ps : dove caccio ci sono tante zrc ed è abbastanza frequente che una lepre “padellata” si rifugi inseguita dai cani da seguita in una di queste zone.
    grazie
    e buona caccia

  • Ferdinando Ratti

    Non sono un iscritto alla FIDC, ne lo saro mai, questa volta però devo dargli ragione.
    E’ un’idiozia definire appassionati cinofili, quelli che sistematicamente addestrano i propri, o altrui cani nelle zone vietate, oppure li addestrano in tempo di caccia chiusa, dopo un lancio di ripopolamento
    asserendo che lo fanno solo con un cucciolo inferiore a 15 mesi d’età, mentre in realtà il cane ha l’età di matusalemme.

  • Ivan Moretti

    Non posso che sottoscrivere quanto contenuto nel comunicato della FIdC Lombardia. Ho già avuto modo di scambiare pareri con i nostri dirigenti locali impegnati nella gestione delle ZRC e delle Oasi ed il parere è condiviso.
    Ivan Moretti. Presidente Regionale Arcicaccia

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