Caccia: l’unità associativa resta il desiderio di molti. I nemici li abbiamo in casa.

Caccia: unità associativa solo a parole

Caccia: terreno fertile per i furbetti in cerca di gloria

 

bipe-2La base dei cacciatori italiani, indipendentemente dalla casacca che indossa e dalla bandiera che sventola, invoca una cosa sola: l’unità associativa.  A parole anche le associazioni stesse lo confermano, ma con i fatti si smentiscono.  Ognuno difende con le unghie e con i denti il proprio giardinetto, che con il passare del tempo diventa sempre più piccolo, e nessuno è disposto fare un passo indietro.

Non è passato molto da quando si stavano per contrapporre due schieramenti: da una parte le tre sorelle  che con la “benedizione” di Legambiente” avevano messo insieme tre sigle (FIDC- ANU- ARCI)  e dall’altra tutto (o quasi) il resto, con il famoso “patto del Tortellino”  (simpaticamente definito così perchè siglato a Bologna.   Da allora più niente e ognuno ha poi proseguito per la propria strada. Una inutile perdita di tempo.

Più volte si guarda alla Francia e a quello che hanno ottenuto i cacciatori transalpini attraverso il loro grande sindacato, alla pressione che riescono esercitare sui poteri forti di una classe politica un pochino più sobria della nostra.  Un esempio significativo da copia e incolla. Ma sappiamo bene che nonostante la Francia sia coì vicina noi siamo sempre troppo lontani.

Oggi la nostra frammentazione associativa la si paga in termini di risultati e di speculazione. 

berluscaI risultati sono evidenti a tutti e sono presto riassunti nella famosa mourignana frase:  ” Zeru Tituli” .  Si qualcuno, sempre per ciò che riguarda il proprio giardinetto, vanta qualche risultatino in più. Piccole battaglie personali che si vincono qua e la con la consapevolezza che però stiamo perdendo il grande confronto finale.

E mentre le associazioni  impostano il confronto sulle liti di bottega (presenze negli ATC e altro) gli altri si organizzano e ci assediano sempre con maggiore arroganza.

Fanno inciuci e fondano movimenti animalisti con il solo intento d’incartare altri tonti.   L’esempio è lampante, da destra a sinistra.   Forza Italia benedice il movimento della Brambilla, ma dall’altra parte continua a strizzare l’occhio ai cacciatori con Lara Comi e altri esponenti. Nel PD la stessa cosa: da una parte Renata Briano e dall’altra il fuoco nemico di Ermete Realacci Legambiente e dello stesso Ministero.

A complicarci la vita, ammettiamolo, è anche una classe dirigente generico-media che bada sempre agli interessi personali.  Ma anche quei “furbetti” che lanciano messaggi e ammiccamenti vari  invitando il nostro mondo a tenere alta l’attenzione, cercando di strappare “like” sui social senza però dire nulla di costruttivo e di propositivo. I cosi detti pensierini della sera per mettersi in vista, per farsi notare … . Magari anch’essi con l’intenzione di succhiare voti agli stolti in vista di nuove scadenze politiche e amministrative.

Dobbiamo vigilare, stare attenti, consapevoli che a volte i nostri nemici sono molto più vicini di quanto sospettiamo e sono anche più pericolosi, come lupi affamati pronti a speculare sulla nostra pelle.

 

C&D

 

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2 Commenti

  • Franco Russo

    Verissimo, votiamo solo CACCIATORI veri e non politicanti, che poi, con questi bisogna comunque fare i conti, è un’altro discorso.

  • Ferdinando Ratti

    Se la legge 157/92, fin dalla sua nascita sanciva che nei comitati di gestione di ATC /CAC, tutte le associazioni nazionali riconosciute avevano il diritto di avere un proprio rappresentante.
    Queste liti tra associazioni era mortesul nascere.
    Per i cacciatori più anziani rammento la fine ingloriosa dell’unità tra associazioni venatorie fatta prima dal CIAV poi dall’UNAVI.

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