Caccia: è gìa tempo di bilanci.

Caccia: è gìa tempo di bilanci.

Bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto ?

 

Nel bel mezzo del cammin …di questa stagione venatoria, quando siamo novembre inoltrato e  è già tempo di bilanci.  C’è chi si è divertito al capanno fisso con un ottimo passo del tordo bottaccio al Nord  e già sono arrivati sasselli e cesene, e c’è chi ha dovuto fare i conti con l’aviaria e con il mancato utilizzo dei richiami vivi.   C’è chi ha scelto di andare all’estero e chi in riserva.  C’è anche chi ha fatto i conti con la pressione dei controlli venatori in molte parti d’Italia dove oltre alle forze regolari sono scesi in campo numerosi gruppi di volontari ambientalisti e animalisti.

In Lombardia si è conclusa l’ennesima edizione dell’ “Operazione Pettirosso” con i carabinieri forestali del SOARDA ( ex NOA) inviati da Roma per un mese a presidiare giorno e notte il territorio come si si fosse alla ricerca del famigerato “Igor” (del quale se ne sono perse le tracce ) , mentre invece si era alla spasmodica ricerca di cacciatori da cogliere in fallo, un pò come sparare sulla Croce Rossa.   Sono fioccati verbali e denunce penali a iosa, con la soddisfazione degli anticaccia che giudicano ancora troppo ininfluenti questi controlli e non perdono occasione per gettare fango addosso alla categoria. Per il vero va anche detto che qualcuno se l’è cercata, senza se e senza.   Titoli di giornali a quattro colonne, servizi in Tv, conferenze stampa, da Linea verde città a Crozza … tutti a sparlare della caccia e dei cacciatori come fossero il vero problema per sfuggire alle miserie di questa Italia.

Per il 6° anno consecutivo in Lombardia, come in altre Regioni, si caccia senza l’opportunità del prelievo in deroga e senza la dispensa dei richiami vivi di cattura. Qui ha giocato un ruolo decisivo il parere non vincolante ma decisivo di Ispra  e delle Istituzioni regionali che non hanno avuto la forza e la volontà politica di procedere in autonomia.  In molti, proprio in Lombardia e in Veneto, si attendevano un provvedimento favorevole, una piccola delibera, alla vigilia del “referendum”  che desse quantomeno il sentore o la sensazione che la politica fosse più forte della classe dei burocrati. Invece non è successo nulla. Nemmeno la questione della marcatura del tesserino è stata sistmenata. E adesso è tardi per reagire : i buoi sono ormai scappati dalla stalla. 

Come del resto non è successo nulla dopo sedici mesi dell’istituzione del “Tavolo Caccia” , quello che ha schierato una formazione compatta di europarlamentari “bipartisan” con lo scopo di scardinare la questione deroghe e catture. Tanti incontri, da Bruxelles a Milano, Roma e ritorno, senza però approdare a nulla. Solo tante strategie, tanti rimpalli, qualche assist … ma nessun goal.  L’ultimo incontro risale al 31 luglio scorso quando si era detto che toccava alle Regioni incontrare il Ministero.  Ma non disperiamo, c’è ancora tempo e poi le elezioni sono ormai all’orizzonte e sicuramente ci sarà qualcuno capace di farsi abbindolare.

 

Un bilancio  negativo per la nostra passione che perde terreno ( e associati) ogni anno che passa con calendarri venatori sempre più ristertti. Un bilancio negativo in tutti i sensi anche se qualcuno intende vedere ancora il bicchiere mezzo pieno.

 

C&D

 

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