Briano e Comi il 19 giugno a Brescia per parlare di caccia. ….Ma non facciamoci illusioni.

BRIANO e COMI il 19 giugno a Brescia.

 


Un incontro con le associazioni venatorie nazionali. Ma non facciamoci illusioni.

 

fernanda-cecchiniLunedì 19 giugno, presso la sede bresciana della Federcaccia, Le eurodeputate Renata Briano (PD) e Lara Comi (F.I) incontreranno le associazioni venatorie cominazionali.  Il  Tavolo Europeo sulla Caccia, sebbene non al completo approda dunque a Brescia ed è ovvio che sul “tavolo” gli argomenti da discutere saranno gli stessi, cioè quelli per cui da tempo ci batte per avere un confronto e delle risposte da Bruxelles: prelievo in deroga, richiami vivi di cattura, segnatura immediata del tesserino venatorio e altro ancora.

Un incontro che fa seguito a tanti altri e ad altri che se ne terranno ancora. Una cosa però chiediamo: il rispetto.  Il rispetto di cosa ? Semplice, dell’intelligenza dei cacciatori, capannisti,  che in maniera trasversale, indipendentemente dell’associazione a cui appartengono hanno capito che le deroghe e i richiami sono ormai un ricordo e illudere le persone non va bene.

 

Questo non significa che non se ne debba parlare e che non si abbia comunque l’obbligo e il dovere di provarci, ma senza illudere nessuno.

E’ da quasi un anno che il Tavolo Europeo sulla caccia è partito, dal luglio scorso a Milano,  e la situazione non è cambiata di un millimetro. Anzi è peggiorata.  L’unico risultato è quello di essere riusciti ad avere una risposta dal Commissario Europe Vella che ha smentito il Governo italiano, il Ministro Galletti, sulla necessità di annotare sul tesserino venatorio, immediatamente, i capi prelevati.

Nel frattempo in Italia si è andati avanti con la revisione della legge 394 sulla gestione dei Parchi e delle aree attigue e contigue che darà maggiori poteri all’organo gestore, si è andati avanti con il Piano Antibracconaggio scritto a quattro mani da Ispra e Ministero dell’Ambiente (nonostante il Ministro Galletti abbia recentemente dichiarato di non essere al corrente della cosa  n.d.r. ) , e con calendari venatori sempre più ridotti.

berluscaDetto questo e alla luce anche di nuovi fatti, quale ad esempio il pieno appoggio di Forza Italia e del suo presidente Maximum  Silvio Berlusconi al Movinento animalista fondato dalla Brambilla (F.I), nel quale tra gli argomenti dello statuto è prevista l’abolizione della caccia in Italia, ci  si domanda su quali basi politiche e a che titolo Lara Comi come Renata Briano possano muoversi liberamente su di un terreno minato come il nostro.

Del resto negli ulti anni si è visto bene che nessun appoggio politico, dalla Lega al Pd, ha prodotto qualcosa di buono per il nostro mondo (spiedo docet). Tante belle parole, qualche promessa, ma nessun fatto concreto.

Ora per la verità qualcuno si sta muovendo, sebbene senza troppi clamori, ma sappiamo che le elezioni sono dietro l’angolo, politiche e amministrative.  Quello della caccia è infatti un giardinetto da coltivare proprio in questo periodo, i politici lo sanno fare bene, per poi abbandonarlo al suo destino una volta passato il momento.

Con questo non vogliamo negare l’importanza e la valenza specifica che questi incontri potrebbero avere nel tempo e non vogliamo neppure pensare ad una strumentalizzazione preelettorale, ma, e lo ribadiamo, senza farci troppe illusioni.

 

Caccia & Dintorni – la redazione

 

 

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2 Commenti

  • Fortunato Busana

    Condivido appieno le considerazioni di DeMaria,si ponga fine alle ambiguita’ non si possono chieder consensi animalisti con la Brambilla e quelli venatori tramite la Gelmini è la Comi,cosi’ come fa il PD che ottiene i voti degli animalambiemtalisti,attraverso il Clan Realacci e con la Briano che strizza l’occhio ai Cacciatori.Questi pensano che tutti noi abbiamo l’anello al naso.

    • MARCO

      Mi pare di poter dire che da molti anni nessun partito si sia schierato apertamente dalla parte dei cacciatori, neppure quello che dovrebbe, in teoria, essere più vicino al territorio ed alle tradizioni lombarde.
      Ognuno ha per convenienza fatto proclami di varia natura alimentando la falsa speranza di un cambiamento; la realtà purtroppo è che oggi il mondo animalista / ambientalista porta maggiori consensi (e contributi) della pratica venatoria e nessun partito può rinunciarci.
      Aggiungerei che molte responsabilità siano da attribuire anche alle associazioni venatorie che nel tempo hanno variamente alimentato la fantasia dei cacciatori e continuano, le associazioni, imperterrite ognuna ad andare per proprio conto, ignorando la necessità di fare veramente fronte comune.
      Nel frattempo i detrattori della caccia trionfano.

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