8 giugno a Torino -Perchè è importante essere presenti

Grande manifestazione nazionale

8 giugno a Torino   –   La caccia s’è desta ….

Quella dell’8  giugno non è solo la giornata della protesta dei cacciatori piemontesi, per i soprusi che da tempo impediscono loro di praticare un attività sancita da una legge nazionale, ma deve diventare la giornata nazionale della protesta nella quale far valere i nostri diritti di fronte all’opinione pubblica e al mondo politico che ci guarda. a macchia d’olio si aggiungono le adesioni da parte di tutte le associazioni, riconosciute e non, che si stanno organizzando dalla Lombardia, all’Emilia, alla Liguria e anche dal Veneto.

Quello che sta capitando ai cacciatori piemontesi potrebbe succedere da qualsiasi altra parte e del resto lo vediamo sempre di più come la politica boicotta in tutte le forme possibili la caccia nel nostro paese.  Quella dell’8 giugno potrà, anzi dovrà, diventare la giornata dell’unità venatoria nazionale. Una giornata nella quale bisognerà sfilare compatti e numerosi per dimostrare che i cacciatori non sono cittadini di serie B ma gente che lavora e  che paga per esercitare un proprio diritto.

In Piemonte oltre a cancellare dal prelievo 15 specie di acquatici si vuole impedire la pratica venatoria di domenica: un assurdità !  Una cosa che se dovesse passare potrebbe essere ripresa in altre regioni.

Venerdì  8 a Torino hanno promesso di esserci diversi esponenti politici, e con molta probabilità ci potrebbe essere anche Matteo Salvini ormai da giorni in campagna elettorale.

Noi riteniamo che la caccia non sia una mucca da mungere al bisogno, per dopo lasciarla al suo destino, ed è per questo che occorre dimostrare a tutti questi signori che chiedono il sostegno al momento del voto di essere numerosi, compatti e incazzati !   Che siano verdi, bianchi, gialli o rossi poco ce ne deve importare perché delle pacche sulle spalle i cacciatori ne hanno ricevute abbastanza. Ora questi signori, con le elezioni di nuovo alle porte, devono dimostrare il loro impegno con dei “contratti” scritti e non a parole. 

L’Italia s’è desta … la Caccia s’è desta: parafrasando l’inno di Mameli occorre dare un segno tangibile a tutto il mondo politico e alla società civile che ci osserva .  E’ un venerdì e si sa che per molti è un giorno di lavoro, ma bisogna esser anche capaci di fare un sacrificio, almeno una volta, per poterci essere.  Fare la manifestazione di sabato, con gli uffici della regione chiusi non avrebbe senso. Il presidio va fatto mentre tutti i funzionari, la Giunta e il Presidente sono al lavoro.  Facciamolo questo sacrificio prima che sia troppo tardi. Ricordiamoci che la caccia non è solo passione e tradizione ma per moltissime persone la caccia significa lavoro e reddito, che di questi tempi costituiscono un aspetto primario per la vita quotidiana.

 

Mentre anche la Federcaccia Friuli Venezia Giulia, come già quella provinciale di Bergamo, hanno annunciato la partecipazione e il sostegno alla manifestazione dei cacciatori contro le restrizioni della Regione Piemonte organizzata a Torino il prossimo 8 giugno, la Federcaccia piemontese conferma invece la propria volontà di non eserci. Francamente ci è difficile comprendere questa scelta.

Qui sotto uno stralcio dell’ultimo comunicato con cui la FIDC Piemonte conferma la propria assenza

 

 

Non un giorno solo, ma da sempre e per sempre in difesa della caccia

FIdC Piemonte conferma la volontà di seguire altre modalità di confronto con l’amministrazione regionale, ma riconosce a tutti i cacciatori libertà di pensiero e di azione

Fatta segno in queste ultime settimane di attacchi spesso strumentali che perseguono più interessi di bottega che quelli dei cacciatori, la Federcaccia regionale piemontese ribadisce la propria posizione in merito alla manifestazione programmata per il prossimo 8 giugno a Torino, perché convinta che anche con altre azioni da intraprendere si possano perseguire gli obbiettivi da questa prefissati, ma ribadisce anche di lasciare piena libertà di aderire a quanti fra i suoi tesserati riterranno giusto farlo.

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