Piemonte: ancora divieti. 8 giugno la mobilitazione generale

La caccia s’è desta !

Piemonte: ancora divieti. 8 giugno la mobilitazione generale

 

La caccia in Piemonte resta la più penalizzata d’Italia ed è per questo che a due anni esatti di distanza l’8 giugno è stata indetta una mobilitazione regionale alla quale sono invitati a partecipare tutti i cacciatori piemontesi e non solo.  Due anni  fa i cacciatori piemontesi si erano visti negare dalla Giunta Regionale attraverso la legge 219 ben 12 specie di acquatici, tra cui il merlo voluti da SEL e M5S. A sistemare parzialmente le cose ci aveva pensato il Tar che aveva ordinato la reintroduzione, ma con limiti in alcune zone . Ora, con la nuova legge regionale in discussione c’è un nuovo gravissimo rischio, oltre la restrizione delle specie cacciabili ( ben 15) : il divieto di caccia la domenica e la chiusura totale alla tipica fauna alpina.

Per evitare altri soprusi e altri “tagli” del tutto arbitrari, il popolo venatorio piemontese ha deciso di manifestare unitariamente, con tutte le sigle associative   il prossimo 8 giugno. Uniti , a Torino, per un’altra grande manifestazione di protesta, titolata  “La Caccia s’è desta”. Una manifestazione che vuole salvaguardare  l’immagine della pratica venatoria non solo a livello piemontese, ma per il bene di tutti  a livello nazionale, per sensibilizzare la politica sulla necessità della caccia e  sull’importanza delle tradizioni  all’interno della nostra società civile.

C&D

 

Qui di seguito riportiamo integralemente le dichiarazioni della Libera Caccia nazionale e della Federcaccia piemontese

 

ANLC – ADESSO BASTA, TORNIAMO IN PIAZZA!

Nonostante l’onestà intellettuale e il coraggio dimostrati da alcuni importanti esponenti politici, tutta la caccia – non solo quella piemontese – sta vivendo uno dei suoi momenti più allarmanti e bisogna correre ai ripari. Con la stessa forza e la stessa grande determinazione di cui il mondo venatorio ha saputo dare prova fino dai tempi delle sfide referendarie. Bisogna tornare in piazza! Senza esitazioni e senza divisioni.

L’Associazione Nazionale Libera Caccia, è tra i promotori della grande manifestazione del mondo venatorio che si terrà a Torino il prossimo 8 giugno, e che vedrà la partecipazione di migliaia di cacciatori, non solo piemontesi e senza distinzioni associative.

Sarà una manifestazione di civile e pacifica protesta, ma anche d’orgoglio! Un’occasione unica per sensibilizzare il mondo politico sull’importanza dell’attività venatoria all’interno della nostra Società, con il suo ruolo insostituibile di gestione del territorio e dell’ambiente, di rispetto e tutela delle biodiversità.
La scelta del luogo non è casuale, perché in Piemonte i cacciatori da qualche anno stanno subendo il duro attacco della politica regionale, con divieti e limitazioni all’attività venatoria che non hanno eguali in nessun’altra regione italiana.

Anche il nome scelto dagli organizzatori, “La Caccia s’è desta”, la dice lunga sulle finalità dell’evento e sulla volontà di dargli un respiro molto più ampio, non solo piemontese. In questi giorni poi è all’esame del Consiglio Regionale il DDL 182, che presto potrebbe tramutarsi nella nuova legge sulla caccia piemontese e che, se fosse approvato così com’è stato licenziato dalla Commissione, o con gli emendamenti già proposti dal Movimento 5 Stelle e altri, rischia di diventare la pietra tombale sull’attività venatoria in quella splendida Regione.

Bastano solo tre esempi per capire la drammaticità di queste proposte: niente attività venatoria la domenica; divieto di cacciare ben 15 specie consentite dalla legge 157/92; chiusura totale alla “tipica fauna alpina”, da sempre vanto e tradizione dei cacciatori di montagna.
Sarebbe solo l’inizio della fine per tutti perché, sulla scorta di questo pessimo esempio, il contagio potrebbe presto trasferirsi alle altre regioni.

I cacciatori piemontesi non ci stanno, rivendicano il rispetto delle leggi italiane ed europee; chiedono d’essere trattati al pari d’ogni altro cacciatore italiano, come cittadini che pagano le tasse e non hanno pendenze con la giustizia, come padri e madri di famiglia; insomma come… persone per bene, quali sono i cacciatori.

L’Associazione Libera Caccia è con loro, e scenderà in piazza con associati e bandiere, semplici cacciatori e dirigenti, e come noi debbono fare gli altri, tutti coloro che dicono di voler difendere gli interessi della categoria e che ora hanno la possibilità di dimostrarlo.

E l’occasione per esserci tutti, senza distinzioni o rivalità, cattiverie o gelosie, mirando solo a quello che dev’essere un obiettivo comune per tutti: una caccia sana e sostenibile, nel rispetto di leggi e ambiente.
L’8 giugno 2018 il mondo venatorio sarà a Torino, NOI CI SAREMO.

Il Presidente Nazionale
Paolo Sparvoli

 

FIDC- LA DIFESA DELLA CACCIA DI FEDERCACCIA PIEMONTE…NON SI E´ MAI ADDORMENTATA

A quanto pare esistono persone con la pretesa che gli altri seguano quello che loro hanno autonomamente deciso, e se questi non lo fanno, continuamente insistono, arrivando a strampalate conclusioni, come se l’insistenza fosse un sano motivo di convincimento.

Per difendere l’attività venatoria, Federcaccia Piemonte ha da sempre dimostrato di non aver bisogno né di consigli né di suggerimenti da parte di nessuno, perché costantemente attenta alle esigenze della caccia e sempre disponibile ad intraprendere qualsiasi azione concreta per far prevalere le giuste ragioni.

Ricordiamo che Federcaccia è stata l’Associazione trainante che ha partecipato a tutti i numerosi ricorsi presentati in difesa della nostra passione, con il maggior esborso di spesa, senza richiedere alcun contributo e continuerà ad essere sempre presente anche in futuro.

Di recente siamo stati anche l’unica Associazione che ha prodotto in tempo utile opportune osservazioni al DDL 182, licenziato dalla III Commissione Consigliare della Regione, assistendo alla prima adunanza del Consiglio Regionale sul tema, terminata con l’approvazione dell’art. 1 e devo dire, …con estrema delusione.

Una serie di accertate circostanze, tutte valutate attentamente in sede di nostro Consiglio Regionale e nei vari Consigli Provinciali, visti e considerati i fermi atteggiamenti contrari tenuti sino ad ora dall’attuale Assessore, ci ha fatto desistere da determinati propositi. Cogliamo quindi l’occasione per contraddire certi portatori della ragion pura, affermando di non aver mai invitato nessuno a trattare con questa maggioranza politica, né lo faremo per il futuro.

Assolutamente non abbasseremo mai la guardia, e continueremo a combattere con estrema determinazione, mediante iniziative già individuate per il prossimo futuro. Siamo convinti che chi pensa possa bastare una manifestazione di piazza per contrastare dei futuri accordi politici, sia un illuso, a meno che non persegua altri scopi, del tutto personali.

Federcaccia non ha mai fatto politica, perché l’unica politica che ci interessa è quella venatoria. Lasciamo quindi che altri intraprendano liberamente le iniziative che ritengono più opportune, senza risentimenti nei loro confronti, perché anche nella divergenza di idee, riteniamo che il rispetto reciproco sia sempre dovuto.

Prendiamo atto che il nostro punto di vista può risultare ostico, ma non certamente per colpa nostra. La saggezza è tanto nel silenzio quanto in una parola detta al momento giusto.

Federcaccia Piemonte

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1 Commento

  • marco

    Non capisco il comunicato di Federcaccia: si dissocia dalla manifestazione indetta da Libera Caccia?
    Se cosi fosse quali sono i motivi che impediscono un fronte unitario delle associazioni venatorie di fronte a questa grama prospettiva che pende sul Piemonte?
    Mi piacerebbe avere delle risposte chiare ….. se fosse possibile!

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