Calendario venatorio Lombardia 2018-19 e disposizioni integrative

 

Calendario Venatorio Lombardia 2018/19

Cal_ven_Lombardia-LR_17-2004_modificato

Ecco anche tutte le disposizioni integrative per ogni zona della Lombardia

Disposizioni-integrative-UTR-Bergamo-2019

Disposizioni-integrative-UTR-Brescia-2019

Disposizioni-integrative-UTR-Brianza-2019

Disposizioni-integrative-UTR-Insurbia-2019

Disposizioni-integrative-UTR-Città-metropolitana-2019

Disposizioni-integrative-UTR-Valpadana-2019

Disposizioni-integrative-UTR-Pavia-2019

 

Per la prima volta anche Pavia entra nel novero di quelle provincie in cui dal 16 al 30 settembre sarà applicata la regola delle 3 giornate fisse: mercoledì, sabato e domenica, come del resto aveva già fatto Brescia nella scorsa stagione, solo per la stanziale, e che ripeterà anche quest’anno fino alle ore 12.00 (dopo le ore 12 si potrà cacciare solo la fauna migratoria senza l’ausilio del cane). Uguali  limitazioni anche a Cremona dove però non si potrà effettuare il prelievo venatorio dopo le ore 12 e per Mantova dove dopo le ore 12 si potrà cacciare esclusivamente d’appostamento senza cane.

 A Bergamo,  Lecco e  Monza, dal 16 al 30 settembre si potrà cacciare solo nelle giornate di mercoledì, sabato e domenica, ma senza limitazioni d’orario

Diversa la disposizione per Como.  Negli Ambiti Territoriali  Olgiatese e Canturino la caccia vagante alla fauna stanziale potrà essere praticata nei 3 giorni fissi di mercoledì, sabato e domenica fino alle fine di ottobre, mentre la migratoria potrà essere cacciata per tre giorni a scelta senza l’impiego del cane.

Nessuna limitazione e nessun vincolo è invece prevista per i territori di Varese.

 

Cal_ven_Lombardia-LR_17-2004_modificato

1. La stagione venatoria ha inizio la terza domenica di settembre e termina
il 31 gennaio di ogni anno. L’esercizio venatorio è consentito, anche con l’ausilio
del cane, in forma vagante o da appostamento fisso o temporaneo.
2. Per l’intera stagione venatoria la caccia è consentita per tre giorni alla
settimana, a scelta del titolare della licenza, tra il lunedì, il mercoledì, il
giovedì, il sabato e la domenica; l’esercizio venatorio è praticabile a partire da
un’ora prima dell’alba fino al tramonto.
3. Le province possono posticipare l’apertura della caccia in forma vagante
sino al 1° ottobre, per una maggior tutela delle produzioni agricole e per
consentire un adeguato sviluppo della fauna stanziale.
4. Le province, previo parere dell’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS),
possono anticipare sino al 1° settembre l’apertura della caccia, nella forma da
appostamento fisso e temporaneo, alle specie cornacchia grigia, cornacchia
nera, tortora (Streptopelia turtur) e merlo, anticipando in misura corrispondente
il termine di chiusura.
5. Le province possono prevedere limitazioni alla caccia vagante e all’uso del
cane nel periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 31 gennaio. Le province
possono altresì prevedere limitazioni all’uso del cane da seguita nel periodo
compreso fra l`8 dicembre ed il 31 gennaio.
6. Le province, fermo restando il silenzio venatorio nei giorni di martedì e venerdì,
sentito l’INFS, possono regolamentare l’esercizio venatorio da appostamento fisso
all’avifauna migratoria nel periodo intercorrente dal 1° ottobre al 30 novembre,
integrandolo con due giornate settimanali.
7. La Regione può, con provvedimento del dirigente della direzione della Giunta
regionale competente per materia, sentito l’INFS, vietare o ridurre, per periodi
determinati la caccia a determinate specie, in relazione al loro sfavorevole stato di
conservazione o per altre calamità.
Art. 2
(Carniere giornaliero, allenamento dei cani, tesserino venatorio)
1. Per ogni giornata di caccia il carniere complessivo non può superare i due capi
di selvaggina stanziale ed i trenta capi di selvaggina migratoria. In
particolare, non può essere superato il seguente carniere giornaliero per cacciatore:
a) lepre comune, lepre bianca, coturnice delle Alpi, gallo forcello: un capo
per ciascuna specie;
b) palmipedi, trampolieri e rallidi: dieci capi complessivi per tutte le specie;
c) beccaccia: due capi;
d) tortora (Streptopelia turtur): dieci capi.
2. I limiti giornalieri di carniere relativi alla selvaggina stanziale di cui al comma 1
non si applicano nelle aziende faunistico-venatorie nelle quali valgono i piani di
prelievo annuali approvati dalla provincia, come pure non si applicano, per la
selvaggina stanziale allevata, nelle aziende agri-turistico-venatorie.
3. Per gli ungulati, il cui prelievo avvenga nell’ambito della caccia di selezione con
piani di abbattimento, non si applicano i limiti di cui al comma 1.
4. L’allenamento ed addestramento cani è disciplinato dalle province ed è
consentito nei trenta giorni antecedenti l’apertura generale della stagione venatoria,
sull’intero territorio regionale non soggetto a divieto di caccia. L’allenamento non è
consentito nelle aree interessate dalle produzioni agricole di cui all’articolo 37,
comma 8, della legge regionale 16 agosto 1993, n. 26 (Norme per la protezione
della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività
venatoria), anche se prive di tabellazione.
5. Il cacciatore deve essere munito del tesserino venatorio, rilasciato dalla provincia
di residenza e valido su tutto il territorio nazionale, della licenza di caccia valida e
della ricevuta del pagamento dell’assicurazione personale.
6. Il cacciatore, all’inizio della giornata venatoria, deve indicare in modo indelebile
negli appositi spazi del tesserino: il giorno, il mese, la provincia, l’ambito territoriale
di caccia o comprensorio alpino o azienda faunistico-venatoria o azienda agrituristico-venatoria,
nonché ogni capo di selvaggina stanziale non appena abbattuto
e raccolto; per la selvaggina migratoria il numero dei capi abbattuti, suddivisi per
specie, va indicato in modo indelebile al termine delle giornate di caccia e
comunque sul posto di caccia.
7. Il cacciatore non può usufruire di più di cinquantacinque giornate di caccia
durante l’intera stagione venatoria sull’intero territorio nazionale.
8. Il tesserino è mezzo di controllo delle quantità e delle specie prelevate ed a tal
fine deve essere riconsegnato alla provincia che lo ha rilasciato, non oltre il 31
marzo di ogni anno.
Art. 3
(Specie cacciabili e periodi di caccia)
1. Dalla terza domenica di settembre al 31 dicembre la caccia è consentita agli
esemplari di fauna selvatica appartenenti alle seguenti specie: coniglio selvatico,
minilepre, beccaccia, allodola, merlo, quaglia, tordo bottaccio e tortora
(Streptopelia turtur).
2. Dalla terza domenica di settembre al 31 gennaio la caccia è consentita agli
esemplari di fauna selvatica appartenenti alle seguenti specie: alzavola,
beccaccino, canapiglia, cesena, codone, colombaccio, combattente,
cornacchia grigia, cornacchia nera, fagiano, fischione, folaga, frullino,
gallinella d’acqua, gazza, germano reale, ghiandaia, marzaiola, mestolone,
moretta, moriglione, pavoncella, porciglione, tordo sassello e volpe.
3. Dalla terza domenica di settembre all’8 dicembre la caccia è consentita agli
esemplari di fauna selvatica appartenenti alle seguenti specie: pernice rossa,
starna e lepre comune. In zona Alpi la caccia alla lepre comune termina il
30 novembre.
4. Dal 1° ottobre al 30 novembre la caccia è consentita agli esemplari di fauna
selvatica appartenenti alle seguenti specie: coturnice delle Alpi, gallo forcello,
lepre bianca, pernice bianca, camoscio, capriolo, cervo e muflone, fatta
eccezione per le cacce di selezione agli ungulati.
5. Dal 1° ottobre al 31 dicembre è consentita la caccia al cinghiale, con facoltà
per le province di posticipare il periodo dal 1° novembre al 31 gennaio.
6. Limitatamente alle specie di ungulati, le Province, sentito l’INFS, possono
autorizzare la caccia di selezione nei periodi di seguito indicati:
a) dal 1° agosto al 31 dicembre per la caccia al camoscio, al cervo e al muflone;
b) dal 1° giugno sino alla seconda domenica di dicembre per la caccia al capriolo;
c) dal 1° giugno al 31 gennaio per la caccia al cinghiale;
6 bis. La caccia di selezione di cui al comma 6 deve effettuarsi sulla base di piani
provinciali di abbattimento selettivi delle popolazioni di ungulati e, limitatamente ai
comprensori alpini di caccia e agli ambiti territoriali di caccia, secondo il
regolamento predisposto dalle province, salva la possibilità di introdurre restrizioni
temporali in relazione alle situazioni ambientali delle diverse realtà locali.
7. Nelle aziende faunistico-venatorie i piani di assestamento presentati dal
concessionario sono autorizzati dalla provincia.
8. Le province, nel periodo compreso tra il 1° gennaio ed il 31 gennaio, possono,
sentiti i comitati di gestione, vietare la caccia al fagiano, fatta eccezione per le
aziende faunistico-venatorie e agri-turistico-venatorie.
Art. 4
(Entrata in vigore)
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua
pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione.

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6 Commenti

  • marco

    Alcune considerazioni sul calendario:
    – viene citato come ente di riferimento INFS, ma non è subentrato ormai da anni ISPRA?
    – si delegano alle province alcune decisioni, ma le province esistono ancora?
    – le giornate integrative alla migratoria per i mesi di ottobre e novembre in tutte, o quasi, le regioni italiane sono due, perchè a Brescia ISPRA ( la Regione ) ne concede solo una? Proprio su questa disparità sarebbe opportuno che l’assessore Rolfi ne facesse uno degli argomenti di confronto con ISPRA (se mai ci sarà).

  • Giovanni Spelta

    Io sono del parere che si dovrebbe fare un tesserino Regionale per la caccia stanziale e migratoria e un tesserino Regionale per la caccia agli ungulati.
    Se la caccia di selezione al cinghiale inizia in alcune Regioni a maggio, a giugno inizia la caccia di selezione al capriolo che con periodi alterni termina al 15 marzo, come si fa ad avere ancora un tesserino Regionale con solo 55 giornate cacciabili (valido su tutto il territorio nazionale).
    Per chi fa la caccia di selezione sa che si possono fare tante uscite senza effettuare mai un colpo.
    Un saluto a tutti gli appossionati della caccia effettuata nel rispetto dell’ambiente.

  • Roberto Borsani

    Il calendario regionale è ancora lo stesso di parecchi anni addietro. Viene citato l’INFS perchè ancora non c’era l’ISPRA e chi si occupa di emanare il calendario ha troppo da fare per aggiornarlo. Avete capito ??? Ad oggi non ci sono ancora le integrazioni provinciali….le provincie ci sono ancora tranne quelle delle cittàmetropolitane che vengono chiamate UTR…!!!!!!!

  • marco

    Veramente lo scorso 2 agosto il consiglio regionale della Lombardia ha approvato le disposizioni integrative al calendario venatorio regionale 2018/19 per ciascun UTR / procince e città metropolitane.

  • corrado

    Stiamo discutendo sempre apertura anticipata o giornate di caccia chi ne vuole 5 chi 3 chi chiusura alle 12 non sarebbe meglio fare 3 giornate fisse tutta la stagione cosi la selvaggina dura non finisce subito

  • lodola giuseppe

    ok tre giorni fissi sempre

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