ATC BS : FIDC non ci stà e risponde alle accuse

Ferdercaccia Brescia replica in maniera ufficiale, punto per punto, respingendo al mittente  le accuse che gli sono state rivolte in questo periodo in merito alla situazione che ha portato l’ ATC Unico di Brescia al commissariamento.

Lo ha fatto oggi, 23 agosto 2018, attraverso una pagina intera comparsa sul Giornale di Brescia  

Una lunga lettera, una sorta di documento ufficiale a firma del suo presidente provinciale Marco Bruni, nella quale  si  replica alle accuse che gli sono state mosse dai 5 consiglieri dissidenti (Silvio Parzanini di Legambiente,  Luigi Rizzini di Coldiretti, Luigi Bianchi dell’Anuu, Giovanni Zanardelli rappresentante del comune di Montichiari e Eugenio Stucchi rappresentante della Regione Ecco Lombardia)   che hanno portato l’ ATC bresciano, quello più grande d’Italia, allo stallo e al conseguente commissariamento.

Nella lettera pubblicata il  presidente Bruni attaca il gruppo dissidente circostanziando, anche attraverso accuse specifiche, alcuni fatti compiuti e votati che andrebbero ben oltre le competenze e per i quali il presidente Oscar Lombardi aveva votato contro.

Il presidente provinciale della FIDC di Brescia è poi entrato nel merito alla presunta decadenza del consigliere Giorgio Monteverdi – altro cavallo di battaglia dei 5 consiglieri – nominato dal Club Alpino Italiano , il CAI.

Ecco quanto viene riportato – In qualità di associazione ambientalista l’UTR a seguito di precisa domanda scritta del Comitato di Gestione rispondeva con nota del 28/5/2018 “le valutazioni in merito alla decadenza del rappresentante a causa di assenza immotivata alle riunioni del Comitato per tre riunioni consecutive sono rimesse a codesto Comitato”. Ma poiché i cinque consiglieri disertavano i Cdg convocati dal Presidente Lombardi il signor Monteverdi non è mai stato “espulso” dall’Atc. Anzi, si legge nella pubblica lettera, che a seguito di richiesta dell’Atc e dell’Utr il Cai ha provveduto a rinominarlo.

La Federcaccia brescia espone poi tutta una serie di problemi conseguenti a ciò che è avvenuto e che finiranno per penalizzare i cacciatori bresciani:

Appassionati di caccia alla lepre, se quest’anno non la potrete prelevare causa la mancanza di un Piano di Prelievo approvato dal Comitato di Gestione Cacciatori saprete chi ringraziare. Ad oggi infatti, senza un Piano di Prelievo della Lepre approvato, la normativa non consente di autorizzare la caccia.
Cacciatori stanzialisti con il cane da penna se a luglio non sono stati immessi 4.550 fagianotti sapete chi ringraziare. Il bando di gara era già stato fatto, i fornitori erano già stati individuati ma il presidente Lombardi non ha potuto procedere all’acquisto perché il Comitato di gestione non ha rati cato quanto approvato in Commissione Selvaggina. Dai primi di maggio nessun Comitato ha mai avuto il numero legale a causa dell’assenza dei 5 consiglieri.
Stanzialisti con il cane da penna se dal mese di ottobre non avrete i fagiani pronta caccia saprete chi ringraziare perchè il Comitato di Gestione convocato dal Presidente Lombardi il 5 luglio non è riuscito a fare il bando di gara per la fornitura di circa 25.000 fagiani, come autorizzato dall’UTR, poiché i 5 consiglieri non si sono presentati. Nella stessa seduta si doveva anche approvare il Piano di Prelievo della Lepre.
Tutto questo nonostante l’assemblea dei delegati avesse approvato precise voci di bilancio in sede di approvazione del Bilancio Preventivo il 23 aprile 2018. Alla faccia del rispetto
dei soci paganti.

Il testo ufficiale recita poi : ” Federcaccia Brescia quindi respinge ogni responsabilità per la situazione in cui versa l’Atc Unico a carico del proprio rappresentante Oscar Lombardi come nemmeno per gli altri 4 consiglieri, Sergio Lancini, Bruno Barbieri, Piero Cristofolini e Giorgio Monteverdi che al di là delle proprie personali opinioni hanno sempre lavorato per il bene dei cacciatori. Federcaccia Brescia altresì individua nel comportamento irresponsabile e irrispettoso della volontà dei soci messo in atto da parte dei 5 consiglieri del CdG la situazione gravissima in cui versa l’Atc Unico di Brescia.

L’auspicio  è che questa storia, questa brutta vicenda che ha inevitabilmente indebolito la nostra provincia e la nostra passione, possa terminare rapidamente per il bene di tutti i cacciatori iscritti nell’ ATC Unico di Brescia, e che il Commissario, l’avv. Davide Brumata, possa portare a termine nel miglior modo possibile il suo delicato compito per restituire ai bresciani un ATC nuovo, sano e ancor più responsanile.

 

Testo integrale che ci è stato inviato da Federcaccia Brescia:

Caccia & Dintorni

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4 Commenti

  • Eugenio Stucchi

    Per una giusta e corretta informazione si sentono le due campane……???……suonarne solo una non è corretto, se si vuole fare informazione……diversamente si è di parte.
    Cordiali saluti Eugenio Stucchi

  • Ferdinando Ratti

    Per me è stata solo una guerra interna della FIDC, tra Guelfi bianchi,Guelfi Neri, e Gibellini

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