ACL e ANUU insieme a presidiare la Regione Lombardia

ACL e ANUU questa mattina uniti per presidiare la Regione

Dopo aver atteso invano i vari “tavoli caccia” le doppiette lombarde si sono mosse autonomamente

Un presidio di protesta contro l’assessore Fava e la mancata volontà politica – “Vogliamo risposte certe prima delle elezioni di primavera”.

ACL e ANUU – Circa 200 cacciatori provenienti da Brescia e Bergamo hanno presidiato civilmente questa mattina l’ingresso della Regione Lombardia, davanti al portone dove, essendo giornata di Consiglio,  sono transitati  i consiglieri regionali di maggioranza e opposizione.  Una protesta che giunge tardiva nel tempo, a stagione venatoria inoltrata, ma che intende rimarcare il disappunto di tutta una categoria per l’assoluta immobilità politica di fronte alla questione venatoria in una regione che conta oltre 70mila cacciatori e vanta le radici più profonde delle cacce tradizionali: quelle da appostamento fisso con l’utilizzo dei richiami vivi.

Per il 6° anno consecutivo, rimpallandosi la palla da Bruxelles a Roma  e fino al Pirellone, non si è provveduto a nessuna delibera per il prelievo in deroga e la chiusura dei roccoli, ovvero le catture dei richiami vivi (tordi-sasselli e cesene) ha messo in ginocchio gli appassionati di questa tipologia di caccia favorendo così i commercianti che hanno portato i prezzi alle stelle e il mercato nero.

Verso le 11,30 di questa mattina una delegazione di ACL e Anuu Migratoristi sono stati ricevuti  da un gruppo di consiglieri tra cui Viviana Beccalossi (Fratelli d’Italia)) , Fabio Rolfi (Lega) , Roberto Anelli (Lega) , Gianantonio Girelli (PD), Mario Barboni (PD), Francesco Dotti (Fratelli d’Italia), Angelo Capelli (Alternativa Popolare) e Lara Magoni (Maroni Presidente).

Al tavolo con i rappresentati politici i dirigenti dell’ AnuuMigratoristi e di ACL  che hanno sciorinato una ad una tutte le questioni aperte, compresa quella irrisolta della segnatura immediata sul tesserino dei capi abbattuti e di una banca dati resa obligatoria a suo tempo ma che ora non serve più a nulla. 

Ancora una volta si è registrata la disponibilità verso il mondo venatorio con la solidarietà dei politici presenti ma come sempre alle promesse e alle “pacche sulle spallenon fa e non farà seguito nulla di concreto.   

E’ stato il consigliere Fabio Rolfi ( Lega) ha chiarire però sulle difficoltà esistenti in tema di prelievo in deroga ponendo sul piatto tutta la serie di veti che impediscono di emanare una “delibera” blindata e inattaccabile. Meno credibile la questione esposta sulle motivazioni per cui non si sono attivati gl‘impianti di cattura.

 

ACL e ANUU per la prima volta insieme

Di certo quella di ACL e ANUU, per la prima volta insieme e unite dallo stesso intento, non è stata una scampagnata alla “pane e salame” come ironicamente qualcuno l’ha voluta definire, ma una forma di protesta vera nella quale si è messo in discussione il ruolo dell’Assessore Gianni Fava e del suo staff dirigenziale composto da burocrati, oltre che di una mancata volontà politica collettiva. “La caccia”  -è anche stato detto – “non è e non deve essere merce di scambio in periodo referendario (M5S  … ecc)  e i cacciatori meritano maggiore rispetto e considerazione”.

“Sappiamo bene che è tardi per manifestare e presidiare la Regione su questi temi” ci ha detto Carlo Bravo presidente regionale di ACL -” ma non abbiamo voluto procedere prima perchè c’era sempre la speranza che qualcosa potesse cambiare, anche per via del Referendum dello scorso mese, e anche perchè per l’appunto non volevamo passare per ricattatori o sabotatori dello stesso Referendum. Oggi però siamo stanchi di aspettare e vogliamo risposte certe prima che qui in Regione si abbassi la serranda per le nuove elezioni regionali di primavera”.

“L’incontro di per sè è stato positivo -ci ha confermato Domenico Grandini presidente regionale Anuu – per via di presenze con cui ci siamo confrontati e per il fatto che abbiamo potuto esporre tutte le nostre problematiche e il disappunto.  Per il resto – sempre Grandini – resta la delusione perchè ci sentiamo abbandonati e bistrattati.  Abbiamo esposto, e lo ha voluto sapere l’assessore Beccalossi che riferirà al Governatore Maroni,  anche  le differenze venatorie  regionali tra Lombardia e Veneto ( allodola, combattente e giornate integrative ndr) dove risulta chiaro  che a noi è toccato il 50% in meno pur essendo italiani a tutti gli effetti”.

 

Caccia & Dintorni – la redazione

 

 

 

 

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2 Commenti

  • MARCO

    Strano che l’assessore Fava non abbia fatto parte del gruppo dei consiglieri regionali che ha incontrato la delegazione, quanto meno per dare un aggiornamento sulla situazione generale e per guardare in faccia le persone a cui lo scorso 31 luglio era stato detto che i presidenti Maroni, Toti, Zaia, Rossi e Bonaccini dovevano concordare dopo le ferie un incontro con il Ministro Galletti e con il “tavolo caccia” per affrontare tutti insieme la questione.
    La politica ha le gambre corte!!!!

  • Ferdinando Ratti

    Spero che non sia l’ennesima presa per il fondoschiena, operata dalla regione Lombardia nei confronti dei cacciatori lombardi!!!

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